Questa che vi racconto oggi non è una storia sentita da
qualcuno, né qualcosa di accaduto recentemente, ma è tremendamente attuale.
Questo di oggi è qualcosa che è capitato a me da bambino e
che recentemente mi è tornata in mente.
Non ricordo se avevo sintomi o se la cosa è venuta fuori in
seguito ad analisi periodiche “casuali”, so solo che all’età di 7-8 anni circa mi
è stata riscontrata questa forte carenza di ferro, una anemia da subito
trattata con rimedi della medicina tradizionale, medicinali unito all’aumento
di carne rossa di cavallo e pillole di olio di fedato di merluzzo.
Nonostante però l’aumento di assunzione di ferro, le cose
non accennavano a migliorare e la carenza rimaneva sempre molto marcata. Come
mai?
Qualche dottore arrivò anche ad ipotizzare, vista che non ci
fosse risposta alla “cura”, che si trattasse addirittura di Anemia mediterranea
nonostante non ci fosse familiarità con tale patologia.
Dopo numerosi tentativi di venirne a capo i miei genitori
decisero di portarmi da uno specialista il quale dopo aver visto le analisi ed ascoltata
la mia storia, chiese (tra lo stupore generale) se io andassi regolarmente in
bagno.
“Cosa potrà centrarci questo con l’anemia” mi chiesi allora,
ma ora so benissimo cosa può centrarci …
Ovviamente non andavo regolarmente in bagno, anzi trattenevo
molto più del dovuto le mie evacuazioni e questo intasamento dell’intestino portava
ad uno scarsissimo assorbimento del ferro per quanto ne potessi assumere in
abbondanza. Quindi regolarizzando l'intestino, si risolse il mio problema dell'anemia.
Negli anni ho conosciuto altre persone carenti di ferro a
causa di mancata assimilazione (e non di scarsa assunzione come si pensa
solitamente) dovuta per esempio all’eccesso di latticini che "incollano" i villi intestinali o
al caffè ed altre sostanze che inibiscono o rendono più difficoltosa l’assimilazione del ferro.
Quasi nessuno in occidente è carente di ferro o di altri
nutrienti fondamentali a causa della scarsa assunzione, quasi sempre le carenze sono dovute alla scarsa o mancata assimilazione a causa di altri
fattori.
In pratica secondo la visione dell’igiene naturale (con cui
concordo pienamente) ogni carenza (ed ogni altro disturbo) è sempre dovuta alla
tossiemia, ovvero un accumulo di tossine oltre il limite di tolleranza dovute alla scarsa funzionalità di uno o più dei nostri organi emuntori e/o ad un indebolimento generale dovuto ad un non ottimale stile di vita (maggiori info sulla tossiemia qui o qui).
L'Anemia è la diminuzione del numero dei globuli rossi
contenuti nel sangue rispetto alla normale quantità presente in condizioni di
buona salute. Il loro ruolo è essenzialmente quello di assicurare la
respirazione dei tessuti mediante l’apporto di ossigeno. I sintomi dell’anemia
sono il pallore della pelle e delle mucose, stanchezza, difficoltà respiratorie
e palpitazioni al minimo sforzo.
L’anemia è spesso legata a un sentimento di
solitudine o a una mancanza di interesse per la vita.
Mi sento incompreso o solo in mezzo agli
altri?
Ho così poca voglia di vivere?
Anemia ferropriva: carenza di ferro, componente essenziale
dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi. Il ferro rappresenta la forza
mentre il sangue corrisponde alla vita.
Mi dico spesso «Non ho la forza di
continuare…» oppure «Non ho più la forza!»?
Ho la sensazione di non riuscire ad
affrontare tutte le difficoltà che incontro nella vita?
(Estratti dal testo Alimentazione Naturale di Valdo Vaccaro)
COS'È L'ANEMIA
Il termine anemia deriva dal greco anaimìa (an = senza, hàima = sangue),
letteralmente significa senza sangue, quindi pallore, carenza di appetito,
debolezza, fiacchezza, indebolimento, spossatezza, oppure anche freddo alle
mani e ai piedi per anemia locale periferica causata da congestione sanguigna
in zona intestinale. Anemia uguale ridotta quantità di globuli rossi, ridotta
quantità di emoglobina Hb (meno di 13 grammi/dL maschi, meno di 12/dL donne), e
ridotta capacità di trasportare l'ossigeno alle cellule da parte del sangue.
Cosa dunque non grave ma gravissima, vista la necessità assoluta e vitale delle
cellule di essere ossigenate e di non morire di soffocamento.L’anemia può
essere definita come l’insufficienza funzionale del sistema di trasporto di ossigeno
ai tessuti per riduzione assoluta dell'emoglobina e
dell'ematocrito rispetto ai valori normali (l'ematocrito è la percentuale
volumetrica di globuli rossi nel sangue).
EMOGLOBINA, GLOBULI ROSSI ED OSSIGENAZIONE CELLULARE
Come sappiamo il sangue, spinto dal cuore, scorre nelle arterie che lo portano
ai tessuti e da qui nelle vene che lo riconvogliano al cuore. Esso è costituito
da una parte liquida, il plasma, e da una parte più corposa, formata nella
quasi totalità dai globuli rossi o eritrociti o cellule rosse. È noto anche che
tra le varie funzioni del sangue la principale è il trasporto di ossigeno dai
polmoni, dove viene sottratto all'aria, fino ai tessuti, dove viene consumato
dalle cellule durante i processi vitali che in essi si svolgono. In
particolare, serve ai mitocondri, micro-forni intra-cellulari per fabbricare
calorie. Questo trasporto è attuato dall'emoglobina, una sostanza contenuta nei
globuli rossi, ed è appunto, la diminuzione di questa che noi definiamo col
termine di anemia.
PERCHÈ L'ANEMIA?
Da cosa dipende l'anemia? Da cosa dipende la caduta del tasso di emoglobina
circolante nel sangue? Dipende spesso dalla presenza di altre malattie e di
alterazioni funzionali del sistema, da malattie critiche pregresse, da
incapacità assimilative (caseina e glutine nell'alimentazione), oppure anche da
carenza di ferro-assimilazione, più che di ferro-presenza. Quali sono le
sostanze fondamentali al midollo per produrre globuli rossi? Serve materiale
vivo e magnetizzato. Servono vitamine naturali cariche della loro acqua
biologica enzimizzata, vitamine del gruppo B, incluso tiamina B1 e folati B-9,
vitamina-C, vitamina-E, e servono minerali organicati ed assimilabili, come
rame, cobalto, manganese, magnesio e ferro. Ferro che si trova nelle bietole,
carote, spinaci, ortiche e crescione. Per gli enti sanitari, il ferro va
cercato nel fegato, nelle carni bianche e rosse e nel pesce, e questo la dice
lunga sulla preparazione e sulla ideologia alimentare della cosiddetta scienza
medica.
IL FERRO E GLI INTEGRATORI
Se ne parla a proposito e a sproposito, di questo ferro, e se ne parla troppo,
in tutti i luoghi e in tutte le lingue, dato che la materia
farmaco-alimentare-sanitaria è quella più assoggettata alla globalizzazione e
al monopolio culturale del carrozzone di interessi che sta dietro l’intero
fenomeno. Cercheremo dunque di smascherare chi gioca a carte false nel settore
dell’educazione alimentare e sanitaria mondiale. In mezzo a tante bibbie
corrotte dalla venalità e falcidiate dall’impreparazione, ci deve essere spazio
per posizioni responsabili, trasparenti, verificabili, scientifiche.
COMPOSTI FERRICI E COMPOSTI FERROSI A CONFRONTO NELLA IMPECCABILE DIETA
CRUDISTA VEGETARIANA
Il ferro gioca un ruolo fondamentale nella molecola di emoglobina dei globuli
rossi. Partecipa alla produzione e al metabolismo dell’energia e alla sintesi
del Dna tramite numerosi enzimi chiave. Il fabbisogno di ferro è consistente.
La sua carenza provoca anemia, una patologia in cui il sangue è carente di
globuli rossi. L’opinione dei produttori di carne è che il ferro eme, di
origine animale, o quello della bistecca al sangue tanto per intenderci, venga
assorbito meglio rispetto al ferro non-eme dei vegetali e della frutta.
QUELLO CHE CONTA È IL GRADO DI ASSIMILAZIONE
Trattasi però di una delle tante eclatanti menzogne commerciali, identica a
quella sulle proteine nobili. Una maggiore concentrazione di sostanza specifica
non riveste alcun significato positivo. La cosa che conta davvero è l’indice di
assimilabilità, il grado di equilibrio e di completezza nutrizionale del cibo.
Tutti i vegetali e la frutta, proprio per il fatto che sono vivi e integri e
diluiti nella loro dotazione di acqua biologica, vengono graditi ed assimilati
al meglio dall’organismo, senza controindicazioni e sballi. L’effetto sberla di
una bistecca cruda al sangue può benissimo essere visto e confuso come una
iniezione concentrata di ferro, ma si tratta in realtà di una
sovra-stimolazione, e non di una reale migliore assimilazione. Talvolta poi
nello stesso paziente si sviluppa la convinzione psicologica e l’effetto
placebo. In ogni caso la bistecca cruda diventerà una necessità di carattere
quasi dopante, e sarà come bere qualche tazzina di caffè, col risultato di
sollievi immediati confusi per assimilazioni, e invecchiamento intensificato
associato a decrepitezza aggiuntiva, che poi è l’effetto tipico collaterale di
ogni tipo di carne.
DOVE TROVARE IL FERRO NELLE FORME NATURALI
Il ferro si trova abbondante nei semi di zucca (dove c’è anche molto zinco),
nei cereali integrali, nel germe di tutti i grani. Girasole, miglio, noci,
mandorle, anacardi, uvetta, topinambur, tarassaco, datteri, carciofi, mirtilli,
prugne secche, rappresentano pure ottime fonti del prezioso minerale. Altro
dettaglio importante è che negli alimenti il ferro è contenuto in forma
ferrica, e per poter essere digerito, deve essere prima trasformato in forma
ferrosa. Questa conversione chimica avviene grazie alla vitamina C (agrumi,
kiwi, peperoni, prugne, spinaci, banane, ananas, fragole, rape, ecc.), fermi
restando gli ulteriori requisiti di organicità del ferro, che porta sempre a
dover optare per l’alimentazione crudista, visto che il ferro organico,
sottoposto a cottura assieme al cibo che lo contiene, si trasforma in ferro
inorganico non assimilabile, e dunque in una immondizia, in una scoria in più
da mandar fuori.
IMPOSSIBILE ANDARE IN CARENZA CON UNA DIETA CRUDISTA TENDENZIALE
Il consumo, o se vogliamo la perdita media di ferro, è di 1 milli-grammo al
giorno per i maschi. Per le donne la quota varia da 0,5 a 2 mg/giorno, mentre
in gravidanza e durante le mestruazioni la dispersione può salire a 7,5
mg/giorno. Non si tratta comunque di una enormità, visto che, con ogni dieta
minimamente accorta e logica (includente frutta e verdura allo stato naturale),
si ingeriscono tra i 15 e i 25 mg/giorno di ferro. Occorre però
considerare che, spesso, solo il 20% del ferro immesso viene poi regolarmente
assorbito.
LE SOSTANZE FERRO-DISTRUTTIVE
Ci sono persone sprovvedute e irresponsabili le quali, fumando, si caricano di
inquinanti e di radicali liberi, e dissipano in tal modo molta vitamina C,
compromettendo l’assimilazione del ferro. Altre che prendono aspirina, farmaco
particolarmente antitetico al metabolismo del ferro. È dimostrato come i
consumatori di aspirina tendano inevitabilmente all’anemia e alle emorragie.
Eppure milioni di tonnellate di aspirina vengono prescritti e consumati ogni
giorno in questi ultimi decenni, e la corsa all’aspirina dura ormai da 200
anni. Tracce di aspirina si trovano in quasi tutti i neonati negli Stati Uniti.
Anche l’uso di tranquillanti, di analgesici e antidolorifici, compromette
l’assimilazione del ferro. Persino i dosaggi eccessivi di vitamine
(sintetiche), specie A e D, sono a sfavore del ferro. Il caffè poi, specie per
chi vi è assuefatto, rema decisamente contro. Ettolitri ed ettolitri di bevande
toniche vengono ingerite da consumatori poco accorti.
SIDEREMIA DANNOSA PER IL FEGATO, PER LA VESCICA E PER IL CERVELLO
Questi tonici utilizzano regolarmente tra gli ingredienti minerali di ferro che
non si potranno mai utilizzare, ma che avranno piuttosto effetti distruttivi
sui denti e nell’organismo, causando persino ulteriore domanda di ferro buono,
in una specie di gioco perdente al chiodo scaccia chiodo, dove il chiodo
cattivo scaccia quello buono. È dimostrato dalla ricerca medica seria come il
farmaco ferro, ovvero il ferro sintetizzato e confezionato come integratore,
sia un irritante specifico della vescica, parte estremamente delicata e
basilare, soggetta troppo spesso a stress chimici che portano alla sua rovina e
alla sua asportazione chirurgica. L’alcol dei tonici ha effetti distruttivi sul
fegato, il quale fegato, oltre alle altre basilari funzioni, fa pure da
accumulatore e riserva di ferro buono, come prevenzione alle carenze.
CON LA FRUTTA E LE VERDURE CRUDE NON SI SBAGLIA MAI
Come si vede, troppa gente fa oggi uso di farmaci e sostanze contrastanti o
incompatibili, ignorando la gravità degli immancabili effetti collaterali, delle
logiche reazioni protettive dell’organismo. Si finisce così per consumare
spesso più ferro di quanto ne abbiamo immesso, operando alla fine in regime di
deficit. Occorre inoltre evitare come la peste lo zucchero industriale in tutte
le sue forme evidenti o nascoste. Trattasi di un carbone che diventa acido
carbonico nel corpo, e come tale è portato a prelevare ferro e altri
oligoelementi. Lo stesso discorso vale ovviamente per tutte le bibite gassate e
dolcificate, e persino per l’acqua minerale gassata. Lo zucchero vivo della
frutta non comporta invece controindicazioni.
STIAMO ATTENTI ALLA FERRO-MANIA
L’abitudine di assumere sale (cloruro di sodio) in tutte le sue forme anche
nascoste (carni, prosciutti, grana) gioca pure ruoli distruttivi, non solo per
i noti effetti di ritenzione dei liquidi, e per tante altre iniquità chimiche,
ma anche per gli effetti paralizzanti che il sale ha sulla funzione dei villi
intestinali, ostacolata e impedita dal veleno salino. Sale, altro nemico dunque
del nostro ferro, e della salute in genere. La stessa soia, soprattutto nei
suoi prodotti derivati, pur essendo una pianta, pare responsabile di abnormi
sprechi di ferro e zinco. Occorre in ogni caso fare attenzione agli eccessi e
alle esagerazioni della ferro-mania. Dopotutto, questa spasmodica rincorsa al
ferro e ai microelementi, propagandata e gonfiata ad arte e a dismisura dai
produttori di pillole e pozioni, è diventata un mito, un obiettivo fuorviante e
carico di rischi, anche se la gente non sembra rendersene conto.
ASSUMERE INTEGRATORI NON SIGNIFICA ALIMENTARSI MA TAPPARE LE FALLE ALLA CARLONA
Non per niente il settore integratori e quello delle vitamine sintetiche sono
diventati il business mondiale dei record nell’ambito dell’industria
farmaceutica, e già questo fatto dovrebbe destare sospetto e
preoccupazione. Tanto più che i sali minerali in eccesso, tipici dei
prodotti concentrati e confezionati, diventano spesso insostenibile fardello,
ovvero causa di ostruzioni, ossificazioni e vecchiaia precoce, e di quel meccanismo
perverso che è l’incrostazione salina e la decrepitezza tipica della terza età,
quando sopravviene una diminuzione della massa muscolare e le fibre nervose
perdono elasticità.
MAI RINCORRERE I VALORI SINGOLI
Il problema del ferro, lo ripetiamo volutamente per i disattenti, non sta tanto
nel mettere dentro più ferro o più sostanze ricche di ferro nel sistema, o,
ancora peggio, integratori salini (poco importa se commercializzati come
oligoelementi liquidi al manganese-cobalto, o come rimedi omeopatici che non
rimediano un bel nulla), quanto nel costruire giorno per giorno la propria
salute, optando per sane abitudini di vita e adottando la sola alimentazione
che risponde alle esigenze del corpo umano, vale a dire l’alimentazione
crudista-fruttariana-vegetariana, dove il ferro diventa un dettaglio quasi
insignificante, nel senso che esso arriva automaticamente nei punti giusti e
nelle forme giuste, senza andarlo mai a rincorrere.
NON ESISTONO ALBERI CHE PRODUCONO HAMBURGER E NEMMENO CESPUGLI CHE PRODUCONO
PILLOLE E PASTIGLIE
Questo sistema nutritivo è da sempre garanzia totale di non-carenza nei
riguardi di tutte le proteine nobili e non, di tutte le vitamine, di tutti gli
enzimi e dei fattori di crescita (auxoni), di tutti i sali minerali, ivi incluso
il mitico ferro. Chiaro che si dovranno preferire i prodotti non trattati con
pesticidi, anche se ben sappiamo che ogni frutto maturato su un albero e ben
lavato è di per sé sinonimo di naturalezza e di autenticità, e che nessun
veleno lo renderà mai immangiabile, discorso che non vale invece per carni,
pesci, uova, formaggi, tanto per intenderci, dove la percentuale di veleni è
sempre formidabile.
DOVE TROVARE IL FERRO NELLE FORME GIUSTE E NATURALI
Importante è che negli alimenti il ferro è contenuto in forma ferrica e, per
poter essere digerito, deve essere prima trasformato in forma ferrosa. Questa
conversione chimica avviene grazie alla vitamina C (agrumi, kiwi, peperoni,
prugne, spinaci, banane, ananas, fragole, rape, ecc.), fermi restando gli ulteriori
requisiti di organicità del ferro, che porta sempre a dover optare per
l’alimentazione crudista, visto che il ferro organico, sottoposto a cottura
assieme al cibo che lo contiene, si trasforma in ferro inorganico non
assimilabile, e dunque in una immondizia, in una scoria in più da mandar fuori.
Il prezzemolo ne contiene 25 mg per 100 grammi, che è oltre il doppio dell’RDA
giornaliero. Ma a nessuno venga in testa di mangiarsi mezzo etto di prezzemolo
crudo, trattandosi di un’erba prevalentemente aromatica. E a nessuno venga in
testa di evitare le banane perché hanno poco ferro, tanto per fare un utile
esempio, dal momento che sono ricche di altri principi nutritivi essenziali.
C’è ferro in abbondanza e nella versione corretta, cioè prontamente utilizzabile,
nei meloni e ancora di più nelle angurie, nel cavolo, nella lattuga, nel
radicchio, nel tarassaco, nel pan e vin (che non è il pane e il vino ma la
comune acetosa), nei bulbi di porro, nel crescione, negli spinaci, negli
asparagi, nei ravanelli, nel cavolo rapa, nelle carote, nelle fragole, nei
datteri, nei fichi, nelle albicocche, nelle castagne, nelle mandorle e nelle
nocciole, nel miglio, nell’avena, nei germogli di soia e di alfa-alfa, nel
germe di grano, nei semi di sesamo-girasole-zucca, nel topinambur e un po’ in
tutte le verdure e la frutta non citata. Il re assoluto del ferro è poi lo
spizecùl, ossia il frutto rosso maturo della rosa canina.
PENSARE GIUSTO, RESPIRARE LUNGO, MANGIARE VEGAN-CRUDISTA SCHIVANDO IL
CIBO-SPAZZATURA
Ma è giusto ribadire fino alla noia come il ferro appropriato si trovi alla fin
fine più negli atteggiamenti e nei pensieri corretti, che nei vari
incapsulamenti della natura. Il ferro si trova nella corretta attività fisica
alternata al riposo, facendo in modo che la circolazione sanguigna sia
mantenuta su tutto l’arco dei vasi e dei capillari. Si trova nella vita
all’aria aperta e nella capacità di eliminare gli stress, e nella disponibilità
al sorriso, nel non fumare. L’anemia ferrocarenziale di tipo strettamente chimico-minerale
in pratica non esiste. Trattasi di una situazione ipotetica e virtuale
utilizzata con metodi allarmistici per far vendere integratori minerali alle
sempre più numerose fabbriche di compresse. Produrre minerali di traccia e
venderli a prezzo d’oro nelle confezioni è facile e costa poco, e rende
evidentemente molto di più che produrre ingombranti barre e tondini di acciaio.
FATTORI DI ASSORBIMENTO
Tanto più che esiste nel nostro organismo il magistrale ciclo intraorganico del
ferro, vale a dire un fine meccanismo di regolazione a livello assorbente, che
previene fenomeni di carenza.
L’assorbimento del ferro dipende in ogni caso da: A) Ferro nella dieta (quello
delle verdure citate prima), B) Liberazione del ferro da dieta (vedi
food-enzyme dei cibi crudi e vivi), C) Biodisponibilità del ferro (ad esempio,
100 grammi di soia danno 8,4 mg di ferro, di cui solo il 30% disponibile, vale
a dire 2,52 mg (tratto da La via Vegetariana, di R. Marchesini), D) Condizioni
di pulizia intestinale favorevoli all’assorbimento (es. niente latticini,
autentici barbari invasori del nostro tubo gastrico e del nostro corpo,
riducono dal 30 al 50% l’assimilazione del ferro contenuto nei restanti
alimenti ingeriti, e impediscono pure l’assorbimento di altri principi nutritivi).
SALUTE SIGNIFICA CORPO IN EQUILIBRIO
Tutto sommato, si può proprio dire, sorprendendo tanti ma senza scandalizzare
nessuno, che il ferro c’entra assai poco e assai raramente con l’anemia, e che
le reali motivazioni vanno cercate altrove. Che fare dunque se si soffre
davvero di anemia? I medici sembrano troppo spesso dimenticarsi un fatto
basilare ed essenziale, e cioè che il nostro corpo non è un insieme
disorganizzato e disordinato, ma è invece una macchina perfetta dotata di
sofisticati mezzi di auto-regolazione ed auto-equilibrio, che non dovrebbero
essere toccati o by-passati con troppa superficialità.
CHI PRESCRIVE INTEGRATORI PROVIENE DA UNA SCUOLA SBAGLIATA
La risposta onesta e chiara è una sola. Occorre puntare al riequilibrio del
corpo con serenità. Bisogna dare al proprio corpo totale fiducia sulle sue
capacità di auto-equilibrarsi. Smettendola di mettergli bastoni medicali e non
medicali tra le ruote, cercando di usare i propri strumenti cognitivi e la
propria testa, dedicando qualche ora tutti i giorni allo studio di sé stessi e
alla ricerca della verità. E, se alla mamma apprensiva per il suo bimbo, il
pediatra le raccomanda a tutti i costi una cura a base di ferro (ovvero di
integratori), suggerisco questa battuta: Le è mai venuto il minimo dubbio o il
sospetto, dottore, di provenire da una scuola medica tutto sommato sbagliata?
Mi è capitato di ascoltare consigli sull'alimentazione dati a terze persone che mi hanno portato a riflettere e la conclusione a cui sono arrivata è che: le parti di una cosa non restituiscono i benefici della sua totalità.
Mi spiego meglio: ad un certo punto è stato deciso che mangiare cibi raffinati fosse segnale di benessere e ricchezza e sviluppo, in realtà mangiare cibi raffinati ed impoveriti dei nutrienti fondamentali ci ha reso nel tempo sempre più malati...
è dura tornare indietro, è dura far capire ad alcune persone che pane scuro non significa pane della guerra, se mangio pane integrale non è perchè non ho soldi per comprare il pane bianco tanto bello a vedersi ma è perchè ho capito cosa significa nutrirsi del Cibo Vivo e ricco di nutrienti.
Ultimamente qualcosa si sta muovendo ed allora anche le multinazionali stanno cercando di non perdere clienti e quindi usano titoloni ed immagini evocative per i loro biscotti o pani affermando di usare farina integrale, in realtà poi leggi bene l'etichetta e ti accorgi che si tratta di farina bianca addizionata alla crusca... cosa cambia da prima? assolutamente nulla: ci troviamo di fronte a cibo morto e quello che cambia è solo la presa per i fondelli....
e il germe di grano? ma compralo a parte.... ed ecco qui il nocciolo della questione.
Onore al merito a persone che hanno passato anni della loro vita sui libri, all'università e sono fiera e riconoscente per il loro impegno ma dopo tanti anni passati a leggere quali nutrienti contiene quel cibo specifico o quella molecola hanno un po' perso il senso dell'insieme.
Quello che fa bene alla nostra salute non è il germe di grano: è il cereale integrale vivo e vitale.. quello che se lo metti a germogliare produce una piantina perchè è ancora vivo... provate a far germogliare il germe di grano o il riso bianco...
perchè fermarsi all'analisi di un pezzettino del quadro del cibo per noi e non allontanarsi dal quadro e vederlo nel suo insieme?
Cito Campbell a tal proposito: "Il trionfo della salute non risiede nelle singole sostanze nutritive, ma nei cibi naturali che contengono quelle sostanze."
La salute ci viene dal mangiare le arance ed i peperoni non solo per la vitamina C, altrimenti basterebbe un integratore in pillola di vitamina C ed avremmo risolto tutto... in realtà le arance hanno una varietà di vitamine e nutrienti utili alla nostra salute e forse nemmeno sono stati ancora scoperti tutti...
questo discorso vale per tutti i frutti della Terra, per tutte le verdure, cereali, legumi e semi che abbiamo a nostra disposizione e che mangiati nella loro integrità ci donano una vita sana e felice o meglio il nostro corpo, attraverso la loro metabolizzazione, ristabilisce la salute perfetta e ci mantiene vivi e vitali come tutto ciò di cui ci nutriamo.
Se poi entriamo nel merito delle vibrazioni del cibo, quindi ad un livello più sottile, è fondamentale scegliere bene cosa portare sulla nostra tavola: quanta energia ci sarà nel pane che avremmo preparato noi macinando al momento dei cereali integrali e vivi e quanta ce ne sarà invece in una manciata di germe di grano, separato dal chicco chissà quanti mesi prima e sicuramente trattato per potersi conservare a lungo.
La logica del mercato è ben lontana dal preoccuparsi per la nostra salute, rimbocchiamoci noi le mani e smettiamola di mangiare surrogati.
Invece di comprare succhi di frutta colorati facciamoci noi un estratto anzi mangiamocela così com'è la frutta che è tanto buona integra :-)
Mi sono concentrata sul discorso della farina ma il discorso si estende a tutti i campi: mangiando in modo vario e seguendo la stagionalità riusciamo ad ottenere una salute assolutamente perfetta ed impeccabile senza andare incontro a carenze o dover ricorrere a "super alimenti".
Madre Natura è perfetta e con l'alternanza delle stagioni ci dona i frutti e le verdure adatte a noi in ogni momento dell'anno.
Se ancora qualche problema rimane nonostante l'alimentazione perfetta allora dobbiamo spostarci al cibo della mente: come nutriamo i nostri pensieri? che emozioni proviamo? siamo felici? la nostra vita ci soddisfa? se non è così le malattie arrivano a ricordarcelo e farci notare cose che abbiamo ben nascosto sotto il tappeto....
La cultura moderna è separazione: separa gli ambiti della medicina, gli elementi nutrienti, separa l'uomo in parti ma noi siamo Uno:
siamo un'Anima incarnata in un corpo fisico con una mente non dimentichiamocene mai neanche a tavola.
Quando si è incinte bisogna lavare con l'amuchina la frutta e la verdura ...
ma l'amuchina è candeggina, stinge i panni chissà cosa combina dentro di te....
non importa, risciacquo bene tutto ma non voglio far ammalare mio figlio....
Non farti leccare in faccia dal cane o dal gatto e lavati bene dopo averlo accarezzato....
Cuociamo bene queste verdure (o qualunque altro cibo) così si eliminano tutti i batteri e siamo sicuri...
Quante volte ho sentito queste parole e tante altre del genere da bambina e quante volte le sento ancora ora...
frutto della Paura, paura indotta, non reale...
dopo aver letto tanto sull'Igiene Naturale e sulle cause reali delle malattie mi fanno sorridere queste parole... a volte mi scaldano un po', vorrei urlare che non c'è nessun germe cattivo o virus o batterio che viene da fuori, ci attacca e se non laviamo e sterilizziamo tutto ci distrugge...
è tutto nella nostra testa e siamo solo noi i peggiori nemici di noi stessi:
facendo pensieri depotenzianti, provando emozioni a bassa frequenza e alimentandoci con cibi non adatti a noi...
la società, la cultura, i libri di scuola ci hanno insegnato che c'è sempre un nemico da combattere: uno contro l'altro... la vita è dura e se non prevarichi sull'altro sarai prevaricato tu e questo si vede in tutti i campi... soprattutto in medicina: è tutto un ANTI: antibiotico, antipiretico, antiinfiammatorio....
non dobbiamo combattere le malattie, dobbiamo solo comprenderle... hanno un messaggio per noi, vanno ascoltate, comprese e dobbiamo solo assecondare la naturale e spontanea autoguarigione del corpo con una corretta alimentazione e/o un digiuno e soprattutto dobbiamo cambiare atteggiamento e forma pensiero che hanno creato la malattia...
La Paura indotta, che sia dei germi o di uomini cattivi, o delle catastrofi o di qualunque altra cosa o persona è talmente radicata che è davvero difficile far comprendere alle persone chi è il vero nemico e quanto sia infondata questa paura che blocca la nostra energia, la nostra creatività, la nostra voglia di vivere e la nostra Gioia...
vedo persone talmente prese dal continuo lamentarsi di tutto che perdono di vista la Bellezza di tutto, si fermano lì a fissare un certo problema (reale o no) e nel frattempo scorre la loro vita perdendo ciò che di Bello la Vita ci regala ogni giorno.
Fateci caso: pubblicate su facebook una frase bella e gioiosa e sì ci sarà un po' di seguito ma pubblicate una frase di bassa frequenza (anche di poco) e subito pioveranno commenti, mi piace etc...
già da un po' ho smesso di condividere immagini o frasi di bassa frequenza sui social e sui blog e cerco di farlo anche nella vita reale.
Rendiamoci consapevoli che la nostra mente è l'unico nostro vero nemico, o meglio non è un nemico, semplicemente ci fa pensare e porta fuori di noi nel mondo quello che abbiamo da risolvere dentro di noi...
abbiamo talmente tanto nascosto il nostro lato oscuro pur di non soffrire che dimentichiamo di averlo ma lo dobbiamo risolvere, trasformare, abbracciarlo e riconoscerlo per poter finalmente sentirci completi e felici
ma l'Universo (attraverso la nostra mente) come lo fa? Proiettiamo fuori di noi persone con un certo atteggiamento che ci irrita e ci fa accadere eventi per farci osservare esternamente quel lato oscuro, quel nostro difetto che abbiamo tanto faticato per nascondere...
Apparentemente sono andata fuori tema, in realtà credo ci sia un collegamento in tutto, come quando cerchi una risposta e la trovi leggendo una frase in un libro o ascoltando una canzone...
La società, la cultura, i libri scolastici, i libri di medicina ci hanno abituato a pensare che io e te siamo separati e che se mi viene un male è perchè viene da fuori di me e lo devo combattere... devo prendere un veleno anti, devo lavare bene le mani, il tumore è dovuto a qualcosa di fuori da me, sono cellule che impazziscono all'improvviso, la vita così diventa solo una continua paura, una continua lamentela...
iniziamo a diventare dei Gastoni, lasciamo perdere quello sfigato di Paperino....
prendiamo in mano la nostra vita, diffondiamo nel mondo solo Amore e Gioia e quando qualcuno mi ricambia con rabbia o qualsiasi altra emozione "negativa" vediamolo come uno specchio... come reagiremmo con noi stessi?
Logosintesi
è un innovativo sistema di crescita e cambiamento fondato da Willem Lammers,
psicologo e psicoterapeuta olandese con una vastissima esperienza nel campo
della Psicologia Energetica (è stato il primo ad insegnare EFT in Europa, nel
1998) .
Il nome del
metodo deriva dal greco antico Logos (senso, spirito, parola o
insegnamento) e synthesis (riunire, mettere
insieme, reintegrare o guarire) per cui si può tradurre Logosintesi con
“guarire con le parole”.
Mi piace pensare a Logosintesi come ad un’arte che abbraccia e penetra ogni
aspetto dell’umano vivere, un fuoco (che per sua natura è sacro) che risveglia
la consapevolezza.
Attraverso Logosintesi, con il potere della parola, possiamo letteralmente
recuperare frammenti di noi stessi e riportarli “a casa”; possiamo anche
allontanare tutte quelle energie che, magari da decenni, ci influenzano senza
che ce ne accorgiamo. In termini pratici, questo ci consente di esprimere
sempre più energia per vivere nell’unico tempo che conta, il Qui ed Ora. Quando
riusciamo a giungere a questo, ci avviciniamo sempre più a Chi Siamo veramente,
a quell’Energia della Sorgente che tutto e tutti accomuna.
Logosintesi è quindi un approccio integrativo allo sviluppo, che ci aiuta a
ricostituire il legame con la nostra vera essenza alleviando in tal modo la
sofferenza. Attraverso il potere della parola possiamo ripristinare il libero
flusso di energia tra la nostra essenza ed il contesto di vita sulla Terra,
espandendo la nostra capacità di essere, fare e avere in linea con il nostro
scopo di vita.
Logosintesi ha una vasta area di applicazione che
spazia dalle paure agli eventi dolorosi, dai problemi fisici alla gestione
degli stati emotivi, dai comportamenti indesiderati ai pensieri limitanti.
Tutto ciò sia nell’ambito di un percorso di cambiamento guidato, sia in un
auto-coaching per la propria crescita personale e spirituale. (...)
... La coscienza si
può cristallizzare nel passato, nella rappresentazione interna di episodi non
gestibili altrimenti …
La coscienza si può
cristallizzare nel futuro, mediante l’immaginazione automatica di situazioni
diverse dalla realtà …
Ancora, la coscienza
si può congelare in una credenza: idee politiche, scientifiche, religiose,
psicologiche etc. possono influenzare pesantemente uomini e popoli, alterandone
la capacità di esprimere il loro pieno potenziale.
Logosintesi è il
mezzo per riportare tutto al tempo ed al luogo giusti, ovvero in allineamento
con l’Essenza. ...
Per capire che cos'è la logosintesi partiamo dalla prima affermazione:
“Recupero tutta la mia energia legata a
questo ricordo, e la riporto nel posto giusto in me stesso/a”.
Un individuo che pronunci questa frase dopo aver focalizzato un ricordo
doloroso, molto probabilmente farà un’esperienza memorabile. Le caratteristiche
sensoriali della scena tenderanno a mutare, facendosi sempre meno definite. Le
reazioni corporee ed emotive al ricordo, quali tensione, rabbia, paura, dolore
saranno sempre meno evidenti, ed in taluni casi scompariranno come neve al
sole. Magia?
Per qualcuno potrebbe sembrarlo, invece trattasi di logos syn thesis
ovvero riunire mediante le parole: si richiama quel frammento del sé che si
era “staccato” al momento dell’evento doloroso e che era rimasto letteralmente
congelato nello spazio e nel tempo, dando luogo ad una sorta di enclave
energetica.
Nel 2005 il Dr. Willem Lammers, psicoterapeuta con esperienza clinica
ultratrentennale, ha fatto una serie di scoperte che l’hanno condotto ad ideare
un nuovo modello di auto-aiuto e di cambiamento guidato: Logosintesi.
Il metodo della Logosintesi
Le radici di questo metodo affondano nelle viscere della storia umana, in tempi
nei quali lo sciamano era considerato il punto di riferimento del villaggio per
le sue capacità di interagire con il mondo del sovrasensibile. Tra le varie
culture sciamaniche troviamo un’idea comune a varie latitudini: un evento
traumatico crea un “frammento d’anima”, una scheggia di coscienza che si separa
e si isola dal tutto per gestire l’evento e le sue conseguenze. Uno dei ruoli
dello sciamano è quindi quello di aiutare il sofferente, mediante specifici
rituali, nel recupero di quel frammento così che la sua consapevolezza possa
tornare (un po’ più) intera. Inoltre, spetta sempre all’uomo di medicina la
cacciata degli spiriti maligni (leggi: energia estranea) dalla coscienza
dell’individuo.
“Allontano tutta l’energia estranea
collegata a questo ricordo, da tutte le mie cellule, dal mio corpo e dal mio
spazio personale, e la rimando nel luogo e nel tempo a cui realmente
appartiene”.
Gli elementi percettivi dell’esperienza dolorosa, che il soggetto ha
inconsciamente trattenuto, vengono finalmente rilasciati in seguito
all’enunciazione di questa frase. L’energia di persone, luoghi, idee, credenze
viene restituita in flusso al legittimo “proprietario”, favorendo un
sostanziale riequilibrio ed una ulteriore presa di coscienza. La frase di
allontanamento costituisce il punto due del processo di Logosintesi, ed è
spesso risolutiva senza essere vanamente consolatoria. Diversamente da approcci
che cercano di compensare un vissuto doloroso mediante la reinterpretazione
cognitiva, Logosintesi prevede il ripristino della coscienza (energia) allo
stato fluido, ovvero alla possibilità di rispondere alla vita nei modi più
efficaci. Nessun giudizio, nessuna comparazione: dato l’evento X rimasto
cristallizzato nell’orizzonte spazio-temporale, si utilizza il potere della
parola per recuperare il frammento del sé che si è staccato dalla coscienza
(dissociazione), e per allontanare ciò che non appartiene ed è rimasto come un
ologramma nello spazio personale (introiezione).
A partire dall’accadimento di X e della sua cristallizzazione, l’individuo
inizia a reagire ad esso mediante emozioni, sintomi fisici e azioni, che
possono coagularsi in schemi cognitivi e comportamentali. Talvolta queste
reazioni vanno avanti per anni (si pensi al disturbo post traumatico da stress)
e continueranno a farlo fino a quando nella rappresentazione dell’evento non
sia stato ripristinato il flusso.
Ecco allora la terza frase di Logosintesi:
“Recupero tutta la mia energia legata a tutte le mie reazioni a questo ricordo,
e la riporto al posto giusto in me stesso/a”.
Dopo l’enunciazione di queste parole il soggetto, che già aveva trovato
sollievo dalla vaporizzazione dell’evento, può smettere di reagire ad esso
(anche se lo faceva da mesi o anni) realizzando una verità facile da afferrare
cognitivamente solo se la parte più arcaica del cervello è liberata. L’evento
appartiene al passato, tuttavia la sua traccia (che è stata bonificata grazie
alle prime due frasi) veniva reiterata continuando così a generare reazioni
inutili e spesso dannose. L’individuo ha così elaborato qualcosa fino ad allora
indigesto, ha smesso di reagire in modo meccanico ad un evento del passato ed
ha a disposizione il suo potenziale di consapevolezza (che varia da persona a
persona) per poter vivere il presente.
I quattro principi della Logosintesi
La Logosintesi è strutturata su quattro principi fondamentali che
illustrano l’origine della sofferenza umana, il modo con il quale si perpetua
ed una via per uscirne.
1. La sofferenza deriva da una perdita di contatto con l’Essenza, la natura
spirituale dell’essere umano.
2. Introiezioni e parti dissociate creano e mantengono questo stato di
disconnessione.
3. Introiezioni e parti dissociate sono ologrammi congelati presenti nello
spazio di percezione.
4. Il potere della parola permette di dissolvere questi ologrammi,
riportando l’energia in flusso.
La possibilità di manifestare la coscienza è il tratto peculiare
dell’essere umano. Possiamo definirla come la capacità di comprendere ciò che
accade, oltre che ad influenzarlo. La coscienza varia in base all’età, alle
esperienze pregresse, alle caratteristiche genetiche ed alle memorie
genealogiche, alle attitudini e alle abitudini cognitive e comportamentali.
Inoltre, la consapevolezza cambia anche in base ai periodi, alle fasi della
vita, alle situazioni contingenti ed a chissà quanti altri possibili fattori di
influenza. La tendenza è quella di una evoluzione della coscienza partendo
dalla nascita (o dal concepimento?) fino all’età adulta. Ciò che può turbare un
bambino è spesso fonte di ilarità per un adulto.
Ecco perché la fase della vita maggiormente suscettibile di creare ologrammi
congelati è proprio l’infanzia. Man mano il bambino cresce e si abitua alla
vita sulla Terra, il contatto con la natura spirituale viene meno a causa di
eventi e situazioni ingestibili dalla coscienza infantile. La minaccia
dell’abbandono, l’incapacità di comunicare i propri bisogni, il confronto con
realtà non sempre amichevoli portano ad un progressivo cristallizzarsi di scene,
parole, suoni, odori, sapori e percezioni di un mondo a tratti incomprensibile
e pericoloso. Le urla dei genitori, le aggressioni da parte di fratelli e
sorelle, i litigi, la sofferenza percepita negli adulti diventano introiezioni,
veri e propri ologrammi che si affastellano nell’orizzonte percettivo e lì
rimangono anche per anni, talvolta per un’intera vita. Ad essi fanno fronte le
parti dissociate, i frammenti d’anima che si staccano dalla coscienza per
gestire le introiezioni. Gli ologrammi ed i frammenti costituiscono dei veri e
propri mondi congelati, che stabilizzano la percezione della realtà
dell’individuo ma che ne restringono enormemente la visione e lo spazio
d’azione. Tali mondi rimangono come statue nel museo percettivo dell’individuo,
influenzandone pensieri, emozioni e comportamenti spesso in modo del tutto
inconscio.
Il quarto principio ci illustra che gli ologrammi e le parti dissociate
possono essere dissolti grazie al potere della parola, uno dei più antichi
dell’umanità. Le varie tradizioni spirituali e religiose attribuiscono a dèi e
uomini la capacità di orientare l’intento (leggi: creare) grazie alla parola,
proferita sia all’interno di precisi rituali sia come semplice manifestazione
delle intenzioni di chi parla.
Le frasi di Logosintesi agiscono al di là della mente razionale, tanto che
anche i bambini possono utilizzarle pur non comprendendone pienamente il senso.
Veicolando l’intento di ripristinare il flusso nei confronti di ciò che è
rimasto congelato nell’orizzonte percettivo dell’individuo, vale a dire
memorie, fantasie o credenze, le frasi favoriscono la digestione delle
esperienze e delle reazioni ad esse.
Coscienza nel tempo e nello spazio
La coscienza si può cristallizzare nel passato, nella rappresentazione
interna di episodi non gestibili altrimenti. Scene di violenza psicologica,
verbale o fisica, ma anche situazioni manipolatorie non forzatamente minacciose
che sono penetrate nello spazio di percezione diventando regole, tabù o
convinzioni.
La coscienza si può cristallizzare nel futuro, mediante l’immaginazione
automatica di situazioni diverse dalla realtà, siano esse positive o negative.
L’aspettativa che un giorno verrà il principe azzurro (o la principessa rosa) è
altrettanto dannosa della fantasia di poter essere aggrediti: una genera una
vita costruita su un ideale (che giocoforza limita la percezione della realtà e
delle opportunità che essa offre) mentre l’altra dà luogo ad attacchi di panico
e comportamenti fobici.
Ancora, la coscienza si può congelare in una credenza: idee politiche,
scientifiche, religiose, psicologiche etc. possono influenzare pesantemente
uomini e popoli, alterandone la capacità di esprimere il loro pieno potenziale.
Infine, la coscienza si cristallizza nel momento in cui l’individuo vive
una data esperienza (reale o immaginata), conservando le caratteristiche e le
funzioni di quel momento. Pertanto un episodio di violenza vissuto all’età di
quattro anni conserverà non solo le rappresentazioni sensoriali dell’evento, ma
anche le modalità di reazione del bambino. Quando, una volta divenuto adulto,
qualcosa nell’ambiente andrà a risvegliare l’episodio congelato, le reazioni
saranno automaticamente simili a quelle archiviate al momento dell’evento,
ovvero da bambino di quattro anni. Assistiamo in questo caso ad una inversione
della freccia del tempo, dove un adulto più o meno integrato ed una parte
bambina dissociata coesistono in un solo corpo. Logosintesi è il mezzo per
riportare tutto al tempo ed al luogo giusti, ovvero in allineamento con
l’Essenza.
Queste osservazioni conducono ad una considerazione in grado, una volta
compresa, di generare grande entusiasmo. Che la coscienza sia cristallizzata
nel passato, nel futuro o in una credenza, la soluzione è a portata di
bocca.
Pronunciare le frasi di Logosintesi dopo aver attentamente focalizzato
l’ologramma e le reazioni che porta con sé conduce invariabilmente gli esperti
utilizzatori ad un ripristino del flusso, foriero di nuove possibilità e
modalità di gestione dell’ambiente interiore ed esteriore. Le reazioni da
automatiche diventano più consapevoli, e si espandono gli orizzonti di scelta.
Laddove prima la rabbia o la sofferenza era l’unica possibilità, dopo
l’intervento con Logosintesi il ventaglio delle possibili reazioni aumenta. I
praticanti di lunga data si sono accorti che Logosintesi diventa una sorta di
disciplina, un approccio che si rivela utile non solo per sanare il passato o
cambiare il futuro, ma anche per riportare il flusso in tutti quegli ambiti di
vita che non erano mai stati messi in questione. Così ogni valore, idea,
memoria, fantasia vengono trasformati dal potere delle parole, passando da idee
e percezioni congelate a rappresentazioni di un mondo in continuo
mutamento.
Per concludere, Logosintesi può essere scambiata per una tecnica mentre in
realtà è molto di più: un modello elegante ed efficace per favorire
l’evoluzione dei singoli e dei gruppi umani, oltre che uno strumento
indispensabile a chi opera nel campo della relazione d’aiuto.
Il lettore che si avvicini a Logosintesi stia attento: potrebbe
cadere nello specchio e ritrovarsi nella tana del Bianconiglio, dove esiste
solo il qui-ed-ora e tutto è, semplicemente, in flusso.
******* Chi è Andrea Fredi Andrea
Fredi (1974) ricercatore nel campo delle Tecniche Energetiche, contribuisce
alla diffusione di metodi quali EFT, PET, AGER e Logosintesi. Nel 2013 ha
sviluppato EFT-I, focalizzata sulla Sovranità Interiore e sull’utilizzo della
consapevolezza come mezzo di trasformazione. E’ fondatore di siti internet
dedicati a metodi di auto-aiuto e in breve divenuti una “fonte di energia
rinnovabile” per la condivisione di esperienze tra i praticanti, la formazione
e gli aggiornamenti. E' anche responsabile dell’Istituto di Logosintesi. Andrea
vive a Lugano (Svizzera) dove collabora con Dainami, società di
formazione che si avvale di insegnanti di fama internazionale. Tiene conferenze
e seminari in Europa, America e Australia. I suoi libri e DVD sono preziose
risorse per apprendere e approfondire l’affascinante mondo delle tecniche di
auto-aiuto.