venerdì 7 novembre 2014

SOGNO EHRETICO


Tratto dal libro "UOMINI MALATI" di Arnold EHRET
 


(…) “L’ignoranza è l’unica tragedia della vita. Non c’è altro”, dice Peter Altenberg nel suo libro “Prodromos”. La causa ultima di tutte le malattie, dell’invecchiamento e della morte innaturale, è una forma di ignoranza spirituale, un peccato che commettiamo inconsapevolmente e per il quale paghiamo con la pena ultima proclamando la nostra innocenza. Ma in natura, come per la legge civile, l’ignoranza non ci assolve dalla responsabilità.

Lo scopo del mio lavoro e di dare un contributo alla guerra contro l’ignoranza, questa trappola mortale per tanti esseri umani sofferenti e di diffondere la conoscenza, che sarà veramente una benedizione per ogni singolo individuo e per tutte le persone, per ognuno e tutti gli esseri spirituali.

(…) Le testimonianze dei tanti che sono guariti non convinceranno molte persone. Potrei fornire un vagone pieno di tali testimonianze, tuttavia la maggior parte dei pazienti rimarranno prigionieri delle loro abitudini radicate. Alcuni mangeranno la frutta per una settimana e si sentiranno deboli e miserabili e ritorneranno alle loro precedenti abitudini alimentari e condanneranno i miei insegnamenti basandosi sulla loro esperienza di una settimana.

Ma ci saranno alcuni che capiranno nella sua essenza il vero significato dei miei insegnamenti e faranno appello ell’energia ed alla disciplina necessari per vivere alla maniera di Ehret. Queste persone non rimarranno deluse. Godranno dei risultati della mia promessa. Scopriranno che non ho detto una parola di troppo, non ci saranno più “Uomini Malati”, ma diventeranno e rimarranno “UOMINI SANI”.
 
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Uomini Malati (Kranke Menshen) è il primo libro scritto da Arnold Ehret quando ancora non aveva lasciato la Germania per andare negli Stati Uniti invitato dal naturopata ed editore Benedikt Lust.
 
Questo libro contiene nozioni importanti sull'alimentazione errata e su quella corretta che dovrebbe essere adottata ai fini della remissione di malattie e di una conseguente buona salute, oltre che sul digiuno, incluso preziosi consigli su come farli correttamente. Ehret ha elaborato queste importanti informazioni da osservazioni fatte mentre curava i suoi pazienti, alcuni anche considerati incurabili, nella sua clinica in Svizzera, oltre che a seguito di esperimenti fatti su di sé.

La prima edizione in lingua tedesca fu pubblicata più di un secolo fa nel marzo del 1911 con riedizioni fino al 1914.

Tratto da: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__uomini-malati-arnold-ehret-libro.php

 

 

domenica 2 novembre 2014

Il Potere dell’Autoguarigione


Premessa doverosa e non scontata: non è la frutta o la verdura che guarisce dalle malattie …
Piuttosto è lo smettere di intasare il nostro corpo con cibo innaturale, sostanze chimiche pseudo curative e pensieri negativi che permette finalmente al nostro sistema immunitario di fare il suo lavoro e quindi al nostro corpo di Autoguarirsi.

Per paragonarci alla natura , cosa fa un animale libero quando è malato? Si riposa e digiuna è così che guarisce (se non è arrivata la sua ora) … di certo non prende un antinfiammatorio o antidolorifico e continua le sue normali attività …

Spegnendo i sintomi delle nostre malattie, pensando sempre al peggio e continuando ad alimentarci in modo innaturale (intasando così il nostro sistema digerente), andiamo contro natura; ed allora la natura ci segnala che stiamo sbagliando e con le cosiddette malattie cerca di porre rimedio ai nostri “errori” … ma se noi ignoriamo questi segnali e perseveriamo nel nostro sciagurato stile di vita le cose peggiorano …
Bisognerebbe imparare ad ascoltare il nostro corpo e smettere di sottovalutare il potere di Autoguarigione della Natura.

Felice Vita e Felice Guarigione Salvo


Per approfondimenti sull’argomento vi consiglio di leggere Arnold Ehret, Herbert Shelton, John Henry Tilden, Valdo Vaccaro etc ... e tutte le informazioni disponibili sull'Igiene Naturale: http://www.igienenaturale.it/igienismo.html

lunedì 27 ottobre 2014

The China Study non è solo il servizio delle iene ed i test sui topolini

“…Il processo dell’alimentazione è forse il nostro più intimo incontro con il mondo in cui viviamo: è un processo in cui ciò che mangiamo diventa parte del nostro corpo. Ma ci sono anche altre esperienze importanti, come l’attività fisica e la salute emozionale e mentale e il benessere del nostro ambiente. Incorporare queste diverse sfere nel nostro concetto di salute è importante, perché si tratta di realtà interconnesse. E questo è in effetti un concetto olistico. (…)

Inoltre si dà il caso che se mangiamo nel modo che promuove la miglior salute possibile, promoviamo anche la miglior salute possibile per il pianeta. Consumando una dieta a base di alimenti naturali di origine vegetale usiamo meno acqua, meno terra e meno risorse, e al tempo stesso produciamo meno inquinamento e meno sofferenza per gli animali da allevamento. (…)

Le nostre scelte alimentari hanno un impatto incredibile non solo sul nostro metabolismo, ma anche sull’iniziazione, la promozione e persino sulla regressione della malattia, sulla nostra energia e attività fìsica, sul nostro benessere emozionale e mentale e sull’ambiente in cui viviamo. Tutte queste sfere apparentemente separate sono intimamente interconnesse.

In questo libro ho ripetutamente accennato alla saggezza della natura, e ho potuto constatare di persona il potere dei meccanismi del mondo naturale. Si tratta di una meravigliosa rete che dispensa salute, dalle molecole alle persone, agli altri animali, alle foreste e agli oceani, fino all’aria che respiriamo: è la natura all’opera, dal livello microscopico a quello macroscopico. (…)”

(T. Colin Campbell – Testo tratto da: “The China Study”) 

Di questo Studio ultimamente se ne parla tanto, troppo e spesso a sproposito…
C’è a chi ha contribuito a cambiare la vita (sono tra questi), chi ne ha sentito parlare solo in TV (poco e male), chi lo critica per la parte di metodologia poco etica (uso di cavie animali) e chi lo critica senza averlo letto o letto completamente …
La salute non dipende solo dall’alimentazione, ma l’alimentazione è una parte importante e fondamentale della nostra salute e vitalità … sapere quali sono gli alimenti più dannosi per l’essere umano è importante ed è importante sapere che più ci si allontana dal vivere e mangiare naturale più facciamo del male a noi stessi ed a gli altri (direttamente o indirettamente).
Mangiare naturale vuol dire cibarsi di alimenti disponibili in natura in base alle caratteristiche umane e non artefatti, modificati, assemblati, macellati, pastorizzati, conservati e confezionati dall’industria umana.
Consiglio, con serenità,  a tutti di leggere “The China Study” (o ai più pigri di vedere il DVD J ) senza pregiudizi ed eventualmente criticarlo dopo … ;-)
Consiglio, con molta umiltà,  a tutti però di non fermarsi a “The China Study” e più in generale di non fermarsi all’Alimentazione, ma di cercare sempre di Evolvere … la Salute:  nostra, degli altri esseri viventi e del nostro pianeta,  dipende dall’intero Stile di vita, dal nostro Esempio quotidiano e dal nostro modo di porci nel mondo con Serenità e senza rabbia.

Felice, Sana e Naturale Vita a tutti

Salvo
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Di seguito un piccolo estratto …

  • Vivere più a lungo
  • Apparire più giovani e sentirvi tali
  • Avere più energia
  • Perdere peso
  • Ridurre il colesterolo endogeno
  • Prevenire e addirittura far regredire le cardiopatie
  • Ridurre il rischio di cancro alla prostata, al seno e ad altri organi
  • Preservare la vista in età avanzata
  • Prevenire e curare il diabete
  • Evitare gli interventi chirurgici in diverse occasioni
  • Diminuire drasticamente il fabbisogno di farmaci
  • Conservare ossa forti
  • Evitare l’impotenza
  • Evitare l’ictus
  • Prevenire i calcoli renali
  • Proteggere i neonati dal diabete di tipo 1
  • Alleviare la stitichezza
  • Abbassare la pressione sanguigna
  • Evitare l’Alzheimer
  • Sconfiggere l’artrite
  • E altro ancora…”
“Si tratta solo di alcuni dei benefici possibili e potrete acquisirli tutti. Il prezzo? Semplicemente cambiare dieta. Non credo che sia mai stato così semplice e relativamente agevole ottenere benefici di così vasta portata. Vi ho fornito esempi delle prove e vi ho raccontato il percorso che ho intrapreso per arrivare alle mie conclusioni. Ora intendo riassumere negli otto principi che seguono tutto ciò che ho imparato lungo il cammino in fatto di alimentazione, salute e malattia: questi principi dovrebbero improntare il nostro modo di fare scienza, di curare i malati, di alimentarci, di pensare alla salute e di percepire il mondo.” – tratto da The China Study
PRINCIPIO N. 1
L’alimentazione rappresenta le attività combinate di numerosissime sostanze nutritive. L’intero è più grande della somma delle sue parti.
PRINCIPIO N. 2
Gli integratori vitaminici non sono una panacea per la salute.
PRINCIPIO N. 3
I cibi di origine animale non contengono quasi sostanze nutritive che non siano meglio fornite dai cibi vegetali.
PRINCIPIO N. 4
I geni non determinano da soli la malattia: funzionano solo se vengono attivati o espressi e la nutrizione riveste un ruolo decisivo nel determinare quali geni, buoni o cattivi, debbano essere espressi.
PRINCIPIO N. 5
L’alimentazione può controllare in modo sostanziale gli effetti avversi dei farmaci nocivi.
PRINCIPIO N. 6
La stessa alimentazione che previene la malattia negli stadi iniziali (prima della diagnosi) può anche arrestare o far regredire la malattia negli stadi successivi (dopo la diagnosi).
PRINCIPIO N. 7
Un’alimentazione che sia davvero benefica per una particolare malattia cronica sarà di vantaggio alla salute su tutta la linea.
PRINCIPIO N. 8
Una buona alimentazione crea salute in tutti gli ambiti della nostra esistenza. Tutte le parti sono interconnesse.

domenica 19 ottobre 2014

ESSERE CARNIVORI


Mi fanno sempre un po' sorridere le persone che dicono di essere, o essere state, Carnivore.

Me le immagino sempre con i denti acuminati, gli artigli, lo stomaco acido e l’intestino corto … insomma con l'aspetto dei VERI Carnivori ...


Se solo pensassimo letteralmente a quello che diciamo … J J J

Mangiare Carne per l'essere umano è praticamente contro Natura come dimostrano i dati di anatomia e fisiologia comparata in queste tabelle (immagini sotto) tratte dal libro:
"Mangiar Sano e Naturale con Alimenti Vegetali Integrali" 
di Michele Riefoli.




Dallo stesso libro cito testualmente:
"Mangiar carne è necessario? E' utile? No, non lo è. La scienza di oggi ha dimostrato non solo che non è indispensabile mangiar carne, ma che il più delle volte è pure dannoso. Ma guai a dirlo in giro, e soprattutto a dirlo in televisione, dove molti dei soldi che entrano nei budget vengono proprio dalla pubblicità di prodotti alimentari dell'industria della carne e dei loro sottoprodotti." 

Felice Vita
Salvo

venerdì 17 ottobre 2014

OMEGA-3


 
 
Omega-3 dal pesce: non sono salutari. 
Moltissimi studi scientifici lo sostengono.

Meglio quelli dei vegetali.

Sul blog del dott. Neal Barnard (www.pcrm.org), il presidente dell'associazione dei Medici per una Medicina Responsabile, è apparso pochi giorni fa un interessante commento che sottolinea come gli acidi grassi omega 3 provenienti dal pesce, cioè il DHA e l'EPA (omega-3 a lunga catena), frequentemente utilizzati come integratori sotto forma di capsule di olio di pesce, e che ricordiamo NON sono nutrienti essenziali , non siano nemmeno quel toccasana che molti ritengono, ma anzi, oltre a non essere utili, possono anche risultare dannosi. 
Presentiamo il commento del dott. Barnard, con l'aggiunta di approfondimenti e ulteriori commenti a cura della dottoressa Luciana Baroni, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.

Gli acidi grassi omega-3 del pesce sono correlati al rischio di cancro alla prostata
Grazie a un nuovo studio pubblicato sull'American Journal of Epidemiology (Brasky, 2011), le persone ci penseranno ora due volte prima di assumere capsule di olio di pesce - o di mangiare pesce. Risulta infatti che gli uomini con maggiori livelli di ematici di DHA sono a maggior rischio di sviluppo di cancro alla prostata. I ricercatori hanno esaminato i 3.461 partecipanti al Prostate Cancer Prevention Trial, uno studio sulla prevenzione del cancro alla prostata, e hanno riscontrato come i soggetti con i più alti livelli di DHA nel sangue avessero una probabilità di sviluppare una forma aggressiva di cancro alla prostata di due volte e mezza superiore rispetto ai soggetti con i livelli ematici più bassi.

Gli acidi grassi omega-3 del pesce sono correlati al rischio di aritmie cardiache e non prevengono il cancro
Molti studi recenti hanno dimostrato che le promesse pubblicitarie dell'olio di pesce non sono mai state mantenute. Nello specifico, non è di aiuto ai malati di cuore, non serve contro la malattia di Alzheimer, non previene la depressione, e, almeno fino ad ora, non rende i bambini più intelligenti.
Già nel 2005 uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA) evidenziava come, nonostante le supposte proprietà antiaritmiche dell'olio di pesce, in realtà la supplementazione con questo tipo di integratore poteva aumentare il rischio di aritmie cardiache in alcuni pazienti (Raitt, 2005). L'anno successivo, la stessa rivista pubblicava una rassegna sistematica di 38 studi scientifici che avevano valutato gli effetti del consumo degli acidi grassi omega-3 sul rischio di cancro, dalla quale emergeva che l'olio di pesce è inefficace nella prevenzione del cancro (MacLean, 2006).

Gli acidi grassi omega-3 del pesce non sono in grado di ridurre gli eventi cardiovascolari
Nello stesso anno, compariva anche sul British Medical Journal una rassegna sistematica con le stesse finalità, che, in sintonia con la precedente, confermava non solo che non vi era evidenza di un effetto protettivo della supplementazione con integratori a base di omega-3 a lunga catena sul rischio di cancro, ma nemmeno che questi risultino in grado di ridurre la mortalità totale e gli eventi cardiovascolari (Hooper, 2006).

Gli acidi grassi omega-3 del pesce non risultano protettivi nei confronti dello sviluppo dell'insufficienza cardiaca

Studi successivi confermavano poi l'assenza di un evidente benefico effetto di questi acidi grassi sulla salute cardiovascolare: nel 2009 l'analisi di oltre 5.000 soggetti nell'ambito del Rotterdam Study portava i ricercatori a concludere che l'assunzione di pesce o di integratori di EPA e DHA non risulti protettiva nei confronti dello sviluppo di insufficienza cardiaca (Dijkstra, 2009). Nel 2010 il New England Journal of Medicine riportava i risultati di uno studio condotto su poco meno di 5.000 pazienti che avevano già sofferto infarto miocardico, dal quale emergeva l'assenza di differenze significative nell'incidenza di nuovi eventi cardiovascolari tra coloro che consumavano integratori di omega-3 e il gruppo di controllo che aveva ricevuto un placebo, oltre alla terapia farmacologica standard (Kromhout, 2010).

Gli acidi grassi omega-3 del pesce correlati all'insorgenza del diabete di tipo 2
Inoltre, a sorpresa, uno studio condotto dai ricercatori dell'Harvard School of Medicine ha trovato una correlazione tra assunzioni di pesce e di supplementi a base di acidi grassi omega-3 a lunga catena e il diabete di tipo 2.

Gli acidi grassi omega-3 del pesce correlati all'insorgenza del diabete mellito
Seguendo 195.204 adulti per un periodo di 14-18 anni, i ricercatori hanno evidenziato come ad un maggior consumo di pesce e integratori di acidi grassi omega-3 a lunga catena corrispondesse un maggiore il rischio di sviluppare il diabete mellito (Kaushik, 2009).

Gli acidi grassi omega-3 del pesce non migliorano le funzioni cerebrali negli anziani
Nel frattempo, i produttori di olio di pesce hanno puntato tutte le loro speranze sulle funzioni cerebrali. Forse l'olio di pesce vi renderà più intelligenti, hanno pensato. Ma l'anno scorso, la ricerca in questo campo di applicazione ha distrutto anche questa speranza. A un gruppo di 867 anziani è stato assegnato, in modo casuale, un integratore di olio di pesce contenente elevate quantità di DHA ed EPA o un placebo (una pillola senza alcun supposto contenuto attivo) a base di olio di oliva. Dopo due anni, gli anziani che consumavano l'integratore di acidi grassi omega-3 a lunga catena non hanno mostrato alcun beneficio aggiuntivo, sulle funzioni cognitive, rispetto ai soggetti che assumevano l'olio di oliva (Dangour, 2010).

Gli acidi grassi omega-3 del pesce non migliorano lo sviluppo cognitivo dei nascituri
Uno studio successivo pubblicato sul JAMA ha confermato che i supplementi di omega-3 (in questo caso, DHA) non sono in grado di rallentare la progressione del declino mentale e dell'atrofia cerebrale nei malati di Alzheimer (Quinn, 2010). Né, dall'altro lato dello spettro dell'età, i neonati sembrano ottenere benefici. Infatti un altro studio pubblicato sempre su JAMA ha mostrato che il consumo di olio di pesce ricco di DHA delle donne in gravidanza non migliora il successivo sviluppo cognitivo dei nascituri nel corso dell'infanzia e nemmeno l'incidenza di depressione post-partum della madre (Makrides, 2010).

Conclusioni
Questi dati portano quindi a considerare l'olio di pesce come il falso elisir di lunga vita degli imbonitori del passato. La nuova, ennesima segnalazione che collega i livelli ematici di DHA al cancro alla prostata (Brasky, 2011) è un motivo in più per evitare il pesce e gli integratori di olio di pesce.

Gli acidi grassi omega-3 del pesce (DHA ed EPA) NON sono nutrienti essenziali. Il nostro organismo può infatti produrre gli acidi grassi omega-3 a lunga catena, cioè quelli presenti nel pesce, a partire dal loro precursore naturale, l'acido alfa-linolenico, l'unico acido grasso omega-3 essenziale, il quale deriva da fonte vegetale (semi di lino, noci, soia).

Questo meccanismo permette all'organismo di regolare le quantità di acidi grassi a catena più lunga, cioè DHA ed EPA, sulla base delle sue necessità, evitando quindi di doversi cimentare con elevate quantità di questi grassi che, come deriva da questo breve commento, risultano, se non dannosi per la salute, sicuramente inefficaci e comunque dannosi al portafoglio non solo dei consumatori ma anche del Sistema Sanitario Nazionale, dal momento che vengono forniti gratuitamente sotto forma di farmaco ad alcune categorie di pazienti.

Fonte:

Blog di Neal Barnard, Omega-3 Fatty Acids Linked to Prostate Cancer Risk, 27 aprile 2011 (con approfondimenti e commenti aggiuntivi di Luciana Baroni).

Reference degli studi citati:

Brasky TM, Till C, White E, et al. Serum phospholipid fatty acids and prostate cancer risk: results from the Prostate
Cancer Prevention Trial. Am J Epidemiol. Published ahead of print April 24, 2011. doi: 10.1093/aje/kwr027.
Raitt MH, Connor WE, Morris C, et al. Fish oil supplementation and risk of ventricular tachycardia and ventricular
fibrillation in patients with implantable defibrillators: a randomized controlled trial. JAMA. 2005;293:2884-2891.
MacLean CH, Newberry SJ, Mojica WA, et al. Effects of omega-3 fatty acids on cancer risk: a systematic review.
JAMA. 2005;295:403-415.
Hooper L, Thompson RL, Harrison RA, et al. Risks and benefits of omega-3 fats for mortality, cardiovascular
disease, and cancer: systematic review. BMJ. 2006;332:752-760.
Dijkstra SC, Brouwer IA, van Rooij FJA, Hofman A, Witteman JCM, Geleijnse JM. Intake of very long chain n-3 fatty
acids from fish and the incidence of heart failure: the Rotterdam Study. Eur J Heart Fail. 2009;11:922-928.
Kromhout D, Giltay EJ, Geleijnse JM. n-3 fatty acids and cardiovascular events after myocardial infarction. N Engl J
Med. 2010;363:2015-2026.
Kaushik M, Mozaffarian D, Spiegelman D, Manson JE, Willett WC, Hu FB. Long-chain omega-3 fatty acids, fish
intake, and the risk of type 2 diabetes mellitus. Am J Clin Nutr. 2009;90:613-620.
Dangour AD, Allen E, Elbourne D, et al. Effect of 2-y n3 long-chain polyunsaturated fatty acid supplementation on
cognitive function in older people: a randomized, double-blind, controlled trial. Am J Clin Nutr. 2010;91:1725-1732.
Quinn JF, Rama R, Thomas RG, et al. Docosahexaenoic acid supplementation and cognitive decline in Alzheimer
disease. JAMA. 2010;304:1903-1911.
Makrides M, Gibson RA, McPhee AJ, et al. Effect of DHA Supplementation During Pregnancy on Maternal
Depression and Neurodevelopment of Young Children. JAMA. 2010;304:1675-1683.

Fonte dell'articolo: www.scienzavegetariana.it

Tratto da: http://www.disinformazione.it/omega3_pesce.htm

GLI OMEGA 3 DELLA CARNE
 

Un medico, che consiglia di mangiare la carne e il pesce, è una persona che non si è aggiornata da 20 anni, perché, se fosse a conoscenza delle statistiche relative ai danni relativi alle carni di terra e di acqua, non la consiglierebbe.

Pertanto, o non ne è a conoscenza, o è in malafede.

E, quando pretende di allinearsi con la moda nutrizionale del momento, e cita ad esempio a pappagallo le portentose qualità degli Omega-3, caratteristici (ed è già falso) della carne e soprattutto del pesce, abbocca all’amo delle multinazionali.

Prende così un ulteriore abbaglio perché:

-          Gli Omega-3, o acidi grassi polinsaturi stanno perfettamente in tutte le verdure amidacee e grasse tipo radici e cavoli, aloe ed erba porcellana (diffusa nei campi e negli orti), valerianella e spinaci, e in tutti i frutti tipo zucchine, zucche, avocado e in tutti i semi e nella frutta secca.

-          Gli Omega-3 della carne e del pesce, sottoposti normalmente a conservazioni e a cottura, diventano materiale mediocre, inquinante, velenoso e soprattutto privo dei micro-nutrienti indispensabili per la digestione, come succede del resto con tutti i cibi cotti, con l’aggravante che qui i grassi insaturi diventano pure saturi, e dunque velenosi.

-          Gli Omega-3 di origine animale, sono caratterizzati da prostaglandine PG (sostanze proteiche ormonesimili associate agli acidi grassi) di tipo II-negativo, le quali, anche crude, sono inadatte, non assimilabili e pertanto negative e dannose per la salute umana.

A differenza ovvia dagli Omega-3 di origine vegetale, disegnati sull’uomo, e caratterizzati da
prostaglandine PG di tipo I-positivo e III-positivo, assimilabili senza scorie e quindi preziose per
l’organismo umano.