domenica 20 luglio 2014

IL DESTINO DI UN POPOLO DIPENDE DA COSA MANGIA

L’ERA DELLA CULTURA SINTOMATOLOGICA
di Franco Libero Manco



Tutti i grandi drammi scaturiscono dall’incapacità dell’essere umano di capire le vere cause dei suoi problemi. La cultura dominante, voluta da chi nel corso dei millenni ha gestito le necessità contingenti degli esseri umani, è stata ed è improntata ad attenuare gli effetti prodotti dal comportamento umano considerando le sue deviazioni ed i suoi crimini come fatti naturali ai quali non è impossibile sottrarsi.

I pilastri fondamentali che oggi condizionano e formano sia il pensiero sia la coscienza degli individui (l’educazione, la religione e la medicina convenzionale e i mass media) sono improntati ad arginare gli effetti piuttosto che neutralizzare le cause che determinano i problemi.

L’educazione non favorisce la vera crescita personale dell’individuo, l’intelligenza positiva, il senso critico costruttivo, la sensibilità dell’animo, lo sviluppo dei valori morali, la capacità di condivisione, la volontà di autodeterminazione. Non libera l’individuo dai condizionamenti mentali, non lo aiuta a superare i suoi limiti personali, non lo rende consapevole delle proprie potenzialità.

La cultura dominante è sintomatologica, nozionistica, non esplora con critica obiettiva i fatti e i personaggi della storia. A scuola se si parla di Alessandro Magno o di Napoleone o di altri personaggi, vengono indicati come grandi condottieri, non come chi ha trascinato in guerra e a morte milioni di esseri umani portandoli ad uccidersi tra loro.

I centri di potere che gestiscono l’informazione sono più interessati a mantenere l’umanità sotto la costante minaccia della guerra, della violenza, delle malattie, della fame, più che favorire la crescita della coscienza umana e del pensiero critico in modo da annullare le cause che generano i dissidi, la disarmonia, il contrasto. Ma si sa, più il popolo è ignorante e più è facilmente manovrabile.

La vera cultura deve mirare a liberare l’uomo dall’ignoranza, piedistallo di ogni rivalità e di ogni tirannia, attraverso la conoscenza critica positiva, sostituendo la cultura sintomatologica con la cultura delle cause dei problemi personali e sociali in modo da rendere l’essere umano consapevole delle proprie potenzialità e responsabile del destino collettivo.

Per ottenere questo è necessaria la volontà comune di educare la popolazione, e specialmente l’infanzia (attraverso la famiglia, la scuola, lo Stato), ai valori fondamentali della vita, alle virtù morali: onestà, giustizia, rettitudine, tolleranza, altruismo, dignità umana, fraterna collaborazione, pacifismo, rifiuto di ogni violenza sull’uomo, sull’animale, sulla natura; educare al sincretismo delle grandi culture: religioni, filosofie, dottrine sociali per il superamento delle barriere ideologiche, culturali, politiche, religiose, scientifiche; educare al Veganismo come scelta di amore e di rispetto per la Vita e come mezzo per conservare la salute, salvaguardare la natura ed eliminare la fame nel mondo. Inoltre deve mirare a Sensibilizzazione l’animo umano alla bontà, alla compassione, alla condivisione delle altrui necessità vitali, attraverso la Valorizzazione delle differenze formali e sostanziali componenti la Creazione, nel rispetto e nella tutela della sacralità della Vita in tutte le sue espressioni.

La medicina convenzionale. La gran parte della gente è convinta che ammalarsi sia un fatto naturale, che ad una certa età si sia colpiti da varie patologie e che la cosa più logica e giusta sia affidare la propria salute al medico il quale, oltre a non intervenire sulle cause che hanno determinato la malattia, di fatto autorizza implicitamente il paziente a continuare nel proprio stile di vita, che, nella sostanza, è stato la causa della malattia. Ma la salute lascerebbe i medici senza lavoro e le casse vuote delle industrie chimico farmaceutiche. Ma il danno maggiore è che non solo non indaga sulle cause e non aiuta l’ammalato a capire i motivi della malattia ma genera e favorisce la cultura dei sintomi, degli effetti, della cultura farmacologica. La cosiddetta prevenzione perorata dalla medicina ufficiale mira a scoprire prima possibile lo sviluppo di un male per iniziare prima la cura. Quindi non aiuta l’essere umano ad evolvere, a capire e ad essere responsabile del proprio benessere ma lo assoggetta e lo vincola al suo potere. Le conseguenze sono sofferenza, dissipazione di risorse umane, economiche e morte prematura dell’ammalato.

Gli aspetti inaccettabili della Religione sono:

a) La visione antropocentrica, che limita il suo interesse alla sola specie umana autorizzando di fatto l’essere umano a sfruttare, schiavizzare, torturare, uccidere ogni essere vivente diverso dalla sua specie giustificando la logica della supremazia del forte sul debole, con danni incalcolabili sulla coscienza e sulla condotta umana: abitua l’uomo a reprimere la pietà, a negare il sentimento di compassione, a spegnere il senso di giustizia, di condivisone, a disprezzare la bellezza ed il valore della diversità naturale.

b) L’ostilità verso l’evoluzione delle cose e il credere in regole immutabili, mentre l’intelligenza, la scienza ed il buon senso dimostrano che nessun principio può aver valore imperituro, eccetto le regole fondamentali di giustizia e del vivere civile. Se la volontà di Dio si manifesta attraverso il pensiero di uomini illuminati questa si esprime in ogni periodo storico a seconda il mutare degli eventi. La nostra Costituzione dopo solo 50 anni ha necessità di essere aggiornata: allo stesso modo dettami vecchi di millenni non possano rispondere alle necessità della società moderna.

c) Il negare l’estensibilità della legge di causa-effetto dal mondo fisico a quello morale e spirituale secondo cui l’essere umano non è chiamato a rispondere del male commesso anche nei confronti anche degli animali.

I mass media, come mezzo di persuasione dei centri di potere per manipolare la popolazione ad esclusivo vantaggio delle lobby agroalimentari, zootecniche e chimico-farmaceutiche, generano una cultura superficiale, edonistica, di violenza, di sesso, di apparenza, di piacere immediato, di indifferenza, di insensibilità che nella sostanza impedisce lo sviluppo del senso critico, dell’analisi, delle cause dei problemi. Un profluvio di spot pubblicitari con informazioni insignificanti, adatti a gente stupida, vuota, ignorante e mediocre, spinge il pubblico a ritenere di moda la volgarità ed il vizio. Tutto questo inibisce il potere decisionale dell’individuo e senza questo non c’è reazione ma dipendenza. Spesso lo scopo è creare un problema per poi farsi promotori di false soluzioni e acquisire credibilità. Per rendere accettabile un sacrificio basta proporlo con gradualità ed in modo martellante, presentandolo come doloroso ma necessario ottenendo in questo modo la condivisione del pubblico. Subdolamente propongono iniziative che servono solo a mantenere questo stato di cose: se c’è la fame nel mondo chiedono offerte in denaro; se ci sono le malattie se raccolgono fondi (che vanno a beneficio di chi non ha alcun interesse a debellare le malattie); se c’è la violenza e la guerra, per la sicurezza di tutti, si costruiscono armi e prigioni più grandi…

Ma andare alla causa dei problemi significherebbe porsi al di fuori del sistema che vuole umanità ignorante, ammalata e cattiva. Diversamente non avrebbero motivo di esistere.

domenica 6 luglio 2014

In fatto di alimentazione, la parola d’ordine è: confondere le idee

" ... gli esseri umani sono frugivori, come le scimmie antropoidi la cui dieta ideale è di frutta, germogli, radici e semi, praticamente la dieta vegan tendenzialmente crudista. Il resto è fumo negli occhi, perdita di tempo e di salute. Di questo ho conferma ogni giorno. Qualunque altro alimento è estraneo al nostro organismo e quindi dannoso. Ridurre il quantitativo delle sostanze inadatte e non previste per noi dalla natura non è sufficiente a scongiurare le molte patologie dovute ad un’errata alimentazione. (...)

La struttura anatomica stabilisce chiaramente l’alimentazione cui è programmata ogni specie. L’essere umano, copia dei suoi cugini gorilla, scimpanzé, bonobo e orango, non può essere considerato onnivoro solo perché le circostanze lo hanno obbligato a mangiare di tutto: è come considerare onnivora la mucca costretta negli allevamenti a consumare cereali e farine di animali."


Negli ultimi anni parlare di alimentazione è diventato un fatto talmente frequente da rasentare l’ossessione. Esperti in materia si alternano in televisione il cui chiodo fisso è trovare la soluzione per far continuare a mangiare ciò che piace alla gente senza rischiare malattie o obesità. Ognuno propone una sua teoria. Ma tutti stanno molto attenti a considerare prodotti animali alimenti da abolire dalla dieta.

Anche le persone più informate in fatto nutrizionale dimostrano di non avere le idee chiare su quale sia la giusta alimentazione per noi umani e tutta la loro scienza si limita alla riduzione dei quantitativi di quello che viene convenzionalmente consumato, convinti che occorre mangiare un po’ di tutto (ma con moderazione) perché l’essere umano è, considerato, onnivoro.

Le soluzioni proposte dalle infinite diete in circolazione creano confusione da indurre anche i più ben intenzionati al rifiuto di qualunque regola e a continuare a mangiare seguendo il proprio gusto. E così c’è la dieta Atkins che propone il consumo illimitato di proteine e grassi;  la dieta Banting, che favorisce le proteine e bandisce i grassi e gli zuccheri; la dieta Fletcher, che dà importanza ad una lunghissima masticazione;  la dieta Hay, che propone una dieta dissociata; la dieta Mayo, che fa grande uso di uova e frutta escludendo i carboidrati; la dieta Messeguè, ipocalorica e ricca di tisane depurative disintossicanti; la dieta Pritikin, con il consumo di carboidrati complessi; la dieta a Punti, con riduzione drastica di carboidrati; la dieta a Zona e poi le diete ipocolesterolemizzanti, la dieta rotazionale, la dieta ipocalorica, la dieta iposodica, la dieta disintossicante, la dieta dei gruppi sanguigni, la dieta South Beach Diet, ecc. ecc.

A tutto questo si aggiunge la considerazione di molti che tutto inquinato: aria, terra, mare, verdura, frutta ecc. e che tanto vale mangiare quello che si desidera. Secondo me proprio da questo deriva la necessità di indirizzare le proprie scelte per favorire la produzione di alimenti biologici. In ogni caso è bene ricordare che la peggiore frutta è mille volte migliore della migliore bistecca. C’è una differenza abissale tra il tipo ed il quantitativo di inquinanti tra prodotti vegetali e animali. Studi effettuati in tal senso riportano un livello di inquinamento della carne circa 14 volte più dei vegetali. Inoltre, i vegetali, per il loro alto contenuto di acqua e fibra facilitano la veloce espulsione delle sostanze nocive. Mentre i prodotti di derivazione animale (oltre ad essere privi di fibre) contengono non solo gli inquinanti degli alimenti somministrati agli animali, ma le malattie dell’animale stesso, lo stress, la disperazione, l’adrenalina della mattazione, oltre le sostanze tipiche degli organismi in putrefazione: indoli, fenoli, istamina, ammoniaca, putrescina, cadaverina ecc. sostanze riconosciute  cancerogene ecc.

Tutto questo genera tra la gente comune una totale confusione perché si trascura l’aspetto più semplice quanto importante del problema: quello di capire per quale “carburante” è progettata la macchina umana. L’unico vero strumento, chiaro, inconfutabile che ci consente di capire quale è la dieta adatta a noi è quella stabilita dell’anatomia comparata:  gli esseri umani sono frugivori, come le scimmie antropoidi la cui dieta ideale è di frutta, germogli, radici e semi, praticamente la dieta vegan tendenzialmente crudista. Il resto è fumo negli occhi, perdita di tempo e di salute. Di questo ho conferma ogni giorno. Qualunque altro alimento è estraneo al nostro organismo e quindi dannoso. Ridurre il quantitativo delle sostanze inadatte e non previste per noi dalla natura non è sufficiente a scongiurare le molte patologie dovute ad un’errata alimentazione.

In natura i mammiferi si dividono in carnivori, erbivori e frugivori. I carnivori hanno denti, stomaco, succhi gastrici e intestini adatti a consumare fondamentalmente carnami, gli esseri umani no. Gli erbivori hanno denti, stomaco e intestini adatti a consumare fondamentalmente erba, gli esseri umani no. I frugivori hanno, come noi, denti, stomaco e intestini adatti a consumare fondamentalmente frutta.

La struttura anatomica stabilisce chiaramente l’alimentazione cui è programmata ogni specie. L’essere umano, copia dei suoi cugini gorilla, scimpanzé, bonobo e orango, non può essere considerato onnivoro solo perché le circostanze lo hanno obbligato a mangiare di tutto: è come considerare onnivora la mucca costretta negli allevamenti a consumare cereali e farine di animali.

di Franco Libero Manco

sabato 5 luglio 2014

Nuova Medicina Germanica – Le 5 Leggi Biologiche di Ryke G. Hamer


La Nuova Medicina Germanica, è stata elaborata dal medico, fisico e teologo Ryke G. Hamer.
Non è medicina alternativa, non appartiene alla struttura concettuale medica conosciuta, ma è un vero e proprio sistema diagnostico e terapeutico a sé, che comprende la medicina nella sua interezza e la rifonda su basi completamente diverse da quelle sino ad oggi riconosciute.
La Nuova Medicina Germanica è retta da cinque leggi biologiche scientifiche, tre delle quali sono verificabili al 100% su qualsiasi paziente scelto a caso. Queste leggi sono state scoperte empiricamente da Hamer a partire dal 1981 e confermate pure a livello universitario nel 1998 (Università di Trnava). Esse permettono di verificare che le malattie si originano e si evolvono su tre livelli: psichico, cerebrale ed organico.
Queste leggi permettono oggi di diagnosticare e spiegare esattamente ogni malattia.
Secondo la Nuova Medicina Germanica la malattia non è altro che un programma speciale, biologico e sensato della natura. È la risposta che l’organismo dà a situazioni di conflitto insopportabili per la struttura umana, intesa nella sua interezza di psiche, mente e corpo.
I conflitti possono essere di territorio, sessuali, di identità, di perdita, di paura, di lotta per l’esistenza, di svalutazione di sé ecc.
Le 5 leggi biologiche non vanno in contrapposizione alla medicina tradizionale: ampliano la nostra capacità di comprendere il senso della malattia. A noi decidere se fare lo sforzo di fare un passo avanti o continuare a delegare la nostra salute al caso, ad altre persone, all'accidente.


Le 5 leggi biologiche - Introduzione


Le 5 leggi biologiche - Prima legge



Le 5 leggi biologiche - Seconda legge 

(parte 1-2)


Le 5 leggi biologiche - Seconda legge 

(parte 2-2)



Le 5 leggi biologiche - Terza legge



Le 5 leggi biologiche - Quarta legge




Le 5 leggi biologiche - Quinta legge





giovedì 26 giugno 2014

L’uomo è onnivoro o condivoro?


 
 
Solo perché un gatto in cattività mangia croccantini questo non fa del gatto un croccantivoro J
Così come solo perché un uomo “normalmente” mangia ogni tipo di schifezza non vuol dire che l’uomo sia onnivoro.
Avete mai pensato a cosa mangeremmo se ci trovassimo impossibilitati a salare, pepare, zuccherare, alterare (insomma a condire) i nostri “cibi”? E se non potessimo cuocerli, friggerli, bollirli,  bruciacchiarli?
Quali sarebbero allora gli unici cibi commestibili (e gustosi) così come si trovano in natura?
E se provassimo a uscire dalla cattività (in ogni senso) e ci riavvicinassimo alla Natura?
Salvo
 
p.s. … un interessante articolo in merito…
 

L’uomo è condivoro




Quante discussioni sul fatto che l’uomo sia onnivoro o fruttariano, se abbia o meno necessità assumere proteine o la vitamina B12, e tantissime altre dalle più rigorose alle più strampalate…
E quante volte, pur portando quintali di prove sul fatto che al di là di ogni ragionevole dubbio il cibo ideale dell’uomo sia la frutta, le persone che abbiamo avuto di fronte se ne sono andati più convinti di prima con le loro idee, evitando di ragionare sui dati e sui fatti.
Ma noi, che invece sulle cose ci ragioniamo anche se siamo già convinti, ci gira in mente sempre quel pensiero “Ma com’è possibile che potevano piacere anche a me quei gusti di cui solo l’odore, oggi, mi da nausea e voltastomaco?”
 
La risposta è semplice: la nostra bocca, il nostro senso del gusto, il senso dell’olfatto e la mente sono stati ingannati. Terribilmente ingannati.
 
Infatti nulla, ma proprio nulla della dieta standard sarebbe appetibile, gustoso o anche solo minimamente piacente se non lo si alterasse con i condimenti.
Proprio così: senza sale, olio o altri tipi di grasso, o spezie, l’uomo smetterebbe immediatamente di essere onnivoro, alla faccia delle sue convinzioni mentali!
 
Immaginate il gusto della pasta cotta scondita, fatta bollire senza sale, girata in un piatto e mangiata. Di cosa sa? Un gusto pressoché nullo.
Il gusto della carne bianca senza olio e senza sale? Nullo e magari vagamente nauseante.
Il gusto della carne rossa è anch’esso minimo e quel poco di più della carne bianca lo deve al sangue che contiene all’interno (ricco di sali minerali).
Il formaggio è esso stesso un condimento essendo un grasso estratto da una secrezione animale. E per di più è condito a sua volta con del sale.
 
La realtà dei fatti, inoppugnabile, chiara e lampante è che la nostra bocca non è tarata per gustare quei tipi di cibo.
 
Cosa accade invece con la frutta? Un’esplosione di gusto, di sapore e di odori che ci riempiono l’anima prima ancora che lo stomaco.
Il nostro apparato sensoriale è inconfutabilmente creato per cogliere ogni più piccola sfumatura della frutta.
 
Che cosa fanno olio e sale?
Stimolano una salivazione maggiore bloccando e alterando i normali processi di analisi chimica che compie la bocca.
Il sale, conosciuto ed usato proprio per il suo potere di “cuocere” e seccare i prodotti, inizia quei processi degenerativi proprio con le pareti della bocca (guance, palato, lingua) e il corpo si difende diluendolo con la saliva.
L’olio, sostanza grassa e viscosa, non idrosolubile, aderisce alle pareti della bocca e stimola quindi la salivazione per trasportarla via meccanicamente.
Come tutte le sostanze grasse, poi, induce il corpo a produrre bile bloccando di fatto l’assorbimento di molti principi nutritivi.
 
E quando si parla di danno, può mancare la beffa? Purtroppo anche in questo caso la risposta è NO.
 
Inducendo una maggior salivazione, si crea uno dei tanti effetti somatopsichici. Mi spiego meglio.
Una reazione fisica a seguito di uno stimolo mentale (psicosomatica) è se ci viene l’ “acquolina in bocca” quando vediamo qualcosa che ci piace e che desideriamo. Vale tanto per il cibo quanto per un potenziale partner o per lo shopping. E’ proprio da queste evidenti reazioni fisiche che molti detti e proverbi prendono luogo: capelli bianchi dallo spavento, farsela sotto dalla paura, mettere le mani avanti, portare il peso sulle spalle, etc.
 
Una reazione mentale (pensiero od emozione) conseguente ad uno stimolo fisico (somatopsichico) è quando a seguito di un’aumentata salivazione viene indotto un desiderio di piacere e di voglia. Ecco che mentalmente si crea e aumenta il desiderio di cibi errati, addirittura anche se razionalmente (parte cosciente) sappiamo che ci fa male ma a cui di fatto non riusciamo a dire di no (parte sub-cosciente).
Accade è che un sistema di difesa naturale contribuisce malauguratamente ad aumentare il danno.
Perché? Perché in natura olio e sale non esistono. Sono entrambi estratti artificiosamente da elementi che non utilizzeremmo mai per alimentarci (acqua di mare e  olive). Le avete mai assaggiate le olive crude? Vi invito a farlo…
 
Ripetiamolo: senza i condimenti nessuno riuscirebbe a mangiare piacevolmente cibi che non siano frutta.
La più alta cucina, stellata o gamberorossata, senza olio e sale sarebbe solo una cozzaglia di prodotti insipidi. Sarebbero in grado di servire solo le macedonie…
 
Quindi alla prossima discussione invitate i vostri interlocutori a mangiare onnivoro ma senza usare il sale, l’olio o le spezie.
Dalle loro facce capirete che non sono degli onnivori ma appunto dei CONDIVORI.
 
di Silvio Sciurba
Fonte: http://www.fruttalia.it/blog/2011/11/14/luomo-e-condivoro/

mercoledì 4 giugno 2014

IGIENE NATURALE

http://www.igienenaturale.it/
"L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute."
Ogni dieta va valutata nella logica, nel rigore scientifico, nell'esperienza prolungata, nella sostenibilità, nel buon senso, nel medio e lungo periodo, e non certo negli effetti eclatanti dei primissimi mesi.
Ribadiamo che l'igiene naturale è contro tutte le diete, e che il suo vega-fruttarianismo tendenzialmente crudista non è una dieta e nemmeno una moda alimentare, ma un sistema di vita collegato a una filosofia comportamentale e salutistica di antichissime e testate origini.
E' il sistema degli spartani, degli ateniesi, dei cartaginesi, dei legionari romani. E' il sistema dell'unica scuola medica mondiale affidabile apparsa nella storia, quale la Scuola Medica Salernitana. E' il sistema dei Pitagora, degli Ippocrate, dei Buddha, dei Marco Aurelio, dei Gesù, degli Archimede, dei Dante, dei San Francesco, dei Boccaccio, dei Maometto, dei Leonardo, dei Bruno Giordano, dei Voltaire.
Non fatevi condizionare dagli spot e dalle rubriche televisive! Usate il cuore e usate il cervello!
Valdo Vaccaro

La medicina ufficiale verte su 3 punti fondamentali attinenti la malattia:

A) La malattia è un acerrimo ed insidioso nemico di tipo esterno, che arriva da lontano e si concretizza in disfunzioni, dolori, febbre, infiammazioni, ulcerazioni, squilibri ormonali, carenze, escrescenze.
 Un nemico da combattere duramente e sgominare facendo ampio impiego di farmaci, bisturi e trapianti (che sono le tipiche armi della medicina curativa-interventista).

B) Le cause di malattia, da Pasteur in poi, non sono più il malocchio e gli spiriti maligni da contrastare mediante esorcismi, ma i batteri e i virus, da annientare coi vaccini (che sono le armi tipiche della medicina preventiva allopatica-omeopatica).

C) La malattia, identificata e confusa col dolore e col sintomo locale o distrettuale, si combatte senza quartiere, organo per organo, con la tecnica  search and destroy  (cerca e distruggi) dei marines, mediante terapie specialistiche.

Il concetto igienistico-naturale, sostiene al contrario quanto segue:

A) La malattia non è un nemico ma un alleato. Non è una presenza estranea ma è il rovescio della medaglia chiamata salute. Combattere la malattia col napalm, per quanto inverosimile appaia, significa napalmizzare la salute, ovvero perseguitare se stessi e il proprio sistema immunitario. 
 Meglio di tutto restare sempre sani. Ma se si perde l’equilibrio e ci si ammala, il processo patologico non è altro che la via più economica-rapida-intelligente verso il ripristino della normalità.
 La malattia in altre parole è una benettia. È la chiave che conduce all’autoguarigione.
 Controproducente combatterla, mentre serve solo coadiuvarla e rispettarla, togliendo però le motivazioni causative a monte, e lasciando il compito risolutivo finale al sistema immunitario, cioè all’infallibile medico interno di cui ogni organismo vivente è in possesso.

B) I virus sono figli naturali ed innocenti delle nostre cellule in continua moria e disgregazione, mentre i batteri sono nostri preziosi soci nel complesso e meraviglioso affare della nostra vita, e collaborano nel ripulire l’organismo fagocitando scorie e virus inespulsi, ovvero materiale intasante che il nostro organismo non è riuscito ad espellere.

C) La malattia vera non è dunque il sintomo (segnale d’allarme e spia rossa), non è lo sbrocco di essudati dell’herpes, non è il muco che fuoriesce, non è la fronte che scotta, non è il grasso che dilaga, non è la testa che scoppia, non è la cellula che muta e tumorizza i tessuti.
 Qual’è allora la reale patologia? E’ la scelta di vita, il comportamento, il pensiero, l’alimento, l’ambiente, l’atteggiamento etico-morale, è la cattiveria e l’ignoranza che stanno a monte degli effetti dolorosi.
 Al limite c’è la sfortuna, il caso, l’incidente, tutte situazioni di emergenza dove l’igienismo naturale ammette un uso limitato e mirato di armamentario medico.

Il direttore d’orchestra è sempre e solo il sistema immunitario

La distinzione tra medicina e igienismo potrebbe apparire sibillina e sofisticata, ma invece non lo è affatto.
 Poteri ammalanti e poteri guarenti sono entrambi di esclusiva pertinenza del sistema immunitario.
 E’ lui il direttore d’orchestra che, a bacchetta, ordina al corpo di accaldarsi e sfebbrarsi, di ripulirsi ed espellere il muco, di trovare vie eliminative per i veleni depositati sotto la pelle, tramite le pustolette e gli herpes labiali e genitali.
 E’ lui che ordina ai punti critici dell’organismo di infiammarsi o disinfiammarsi, di ulcerarsi e cicatrizzarsi, di guarire o invece cancerizzarsi (quando sa che non ci sono più risorse).

Gli strumenti guaritivi ma non-curativi dell’igienismo naturale ed ippocratico

In lingua greca, il termine farmakon significa veleno.
 Se le farmacie si chiamassero non più farmacie ma velenìe, è probabile che non sarebbero costantemente sovraffollate, come sta accadendo ai nostri giorni.
 Per l’igienismo niente sale operatorie, sostituite dal riposo fisiologico totale (digiuno) associato all’acqua distillata, sistema che agisce come un bisturi nei riguardi di ogni presenza anormale interna, di ogni scoria velenosa e di ogni crescita cellulare fuori posto.

La cura dell’aspettativa e dell’osservazione, ovvero la cura della non cura

L’unica cura possibile e priva di controindicazioni è la Cura-della-non-cura, che corrisponde poi alla medicina dell’aspettativa e dell’osservazione propugnate da Ippocrate (460-370 a.C), secondo le quali il medico deve fare atto di umiltà e di sottomissione alla natura, deve limitarsi a soccorrere e coadiuvare la natura, perché la natura è sovrana medicatrice dei mali, e di conseguenza la regola fondamentale è quella del primo non nuocere, ossia primo non disturbare o contrastare l’azione della natura.
 Ippocrate condannava i medici del suo tempo per un loro grave errore comune.
 Non sapevano distinguere le malattie e confondevano le stesse coi sintomi.
 Quello che succede pure oggi.

La medicina sicura, soave e sollecita del medico-igienista Asclepiade

Cura-della-non-cura che corrisponde esattamente alle idee di un altro caposaldo dell’igienismo, ovvero ad Asclepiade (100 a.C). per il quale la medicina doveva rispondere a 3 requisiti ben precisi.
 Doveva cioè essere sicura (non sperimentale), soave (non invasiva) e sollecita (diete, ginnastica, bagni, docce).
 Asclepiade inventò a Roma l’idroterapia e le docce 2000 anni prima di Vincent Priessnitz (1801-1851), di Sebastian Kneipp (1821-1897) e di Louis Kuhne (1844-1901).
 Asclepiade sottolineava: A) l’importanza delle cause nascoste a monte, B) l’importanza del corpo (del terreno umano) e di come viene usato, C) l’irrilevanza e l’indifferenza tra diverse malattie, tra diversi  sintomi (tutte le malattie e tutti i sintomi hanno cioè la stessa matrice).
 Ma anche lui, come Ippocrate, venne presto tradito dagli allievi, portati a seguire i diversi sintomi locali.
 Largo Scribonio (47 d.C) applicava infatti la torpedine nera sulla testa dei sofferenti di emicrania, anziché cercare le vere cause a monte del male di testa.
 Peggio ancora faceva Temisone, che si disinteressava  espressamente delle cause occulte o remote, e puntava tutto sulla fisiologia e sulla patologia.

L’eterno oscillare tra il naturale e l’innaturale, tra il soave e l’invasivo

Pertanto, l’eterna disputa tra igienismo naturale e medicina, non nasce affatto con Paracelso e Kuhne, con Petenkofer ed Ehret, con Bircher-Benner e Gerson, o con la ANHS (American Natural Hygiene Society) dei Jennings, Graham, Trall, Tilden e Shelton, ma ha origini antichissime.
 L’intreccio storico tra igienismo naturale e medicina è un continuo oscillare tra il naturale e l’innaturale, tra il non-nuocere e il nuocere, tra il rispettare e l’interferire.

L’affogamento continuo della coscienza igienistica

Una tensione ed una contraddizione che si ripercuotono anche nella coscienza interna di ogni medico e di ogni terapeuta liberi da presunzione ed arroganza protagonistica, dotati della giusta sensibilità, della propensione a trattare il paziente come un figlio ed un fratello, e non come una vile ed anonima merce umana.
 In ogni medico esiste una voce interna che ammonisce, una coscienza igienistica che viene affogata e strapazzata in continuazione dalle esigenze di ordine pratico-economico-politico-strategico, e a volte anche dalle pressanti richieste del cliente in sofferenza.

L’eterna lotta tra la salute e la pecunia

La deontologia medica è un insieme di regole virtuose che dovrebbero caratterizzare in senso positivo ogni scelta, ogni mossa, ogni comportamento e ogni parola di chi pratica questo tipo di arte.
 Se venisse applicata davvero in profondità, con coerenza e costanza, e in piena libertà dai bisogni economici, dalla venalità e dalle spropositate ambizioni dell’individuo, dai condizionamenti politico-mercenari di un Ordine legato mani e piedi agli imperi farmaceutico-alimentari delle multinazionali, non staremmo nemmeno qui a parlare di due mondi in dura lotta l’uno contro l’altro.
 Quello di una medicina ufficiale ai vertici mondiali, di una medicina militarizzata e prendi-tutto, di un pozzo-senza fondo alla ricerca ossessiva di nuove patologie presunte ed immaginarie, di nuove pesti create od inventate ad arte, di una medicina venale ed opportunistica sempre alla caccia di nuove fonti di guadagno, e di un igienismo naturale che le fa da perito-contrario, vilipeso e ridicolizzato, privo di titoli e di mezzi, e persino di citazioni sulle leggi statali e sui testi ufficiali delle scuole e delle università.

Quando la ricchezza non ha alcun valore

A conferma che quello che conta nel mondo materiale e consumistico degli uomini odierni, non è tanto la salute e la verità, quanto la vile pecunia, in assoluto ed insanabile contrasto con l’ammonimento di Erofilo (300 a.C), fondatore della Scuola Medica di Alessandria:
 Quando manca la salute, la saggezza non vale, l’arte non si può esercitare, la forza della mente e dello spirito latita, e la ricchezza non ha alcun valore.

A volte, occorre toccare il fondo per poter tentare una risalita

Il flirt contradditorio e litigarello tra igienismo naturale e medicina, che aveva caratteristiche di intreccio quasi-indissolubile agli esordi, è diventato via-via un tiramolla polemico tra due rivali in dura lotta concorrenziale.
 Col passare dei secoli e dei millenni, le schermaglie e le incomprensioni sono diventate divaricazione e incompatibilità, separazione e divorzio totale, fino a piombare nelle opposte trincee di oggi, dove i proiettili fischiano in continuazione, misti ad accuse reciproche di ciarlataneria e di tradimento.
 A volte, perché un miracolo ed un ricongiungimento avvengano, è necessario toccare il fondo.
 Non siamo affatto lontani da quella situazione.
 Non siamo affatto lontani dal giorno in cui il medico andrà a fare corsi rieducativi presso i migliori igienisti naturali.
 C’è un fiorire di organizzazioni mediche dissidenti, di medici responsabili, di medici olistici, di medici alternativi, a testimonianza del malessere interno che ribolle ormai incontenibile nel pancione malato, disorientato ed esasperato della medicina.

LO STILE DI VITA IGIENISTA

1) Rivedere le proprie convinzioni ideologiche. Prendere nota che l’uomo è inequivocabilmente vegano per disegno e progetto della creazione, e anche come discorso etico-evolutivo.
 2) Allinearsi al più presto alle esigenze vegane del nostro organismo.
 3) Conoscere se stessi e rispettare il prossimo, soprattutto quello indifeso ed innocente (bambini e animali).
 4) Dare sempre priorità e precedenza alla salute (ricordare la massima di Erofilo (Quando manca la salute la saggezza non vale, l’arte non si può esercitare, la forza della mente e dello spirito latita, e la ricchezza non ha alcun valore).
 5) Evitare stress e rumori fastidiosi.
 6) Mettere l’aria buona davanti ad ogni cibo.
 7) Esposizione solare, esercizio fisico e aerobico (respirazione ritmata e profonda), buonumore.
 8) Riposo adeguato (meglio se con la testa rivolta verso Nord), finestra aperta d’estate e socchiusa (mai tappata) d’inverno.
 9) Scegliere acque leggere (minimizzando il bere, e aumentando il consumo di frutta).
 10) Sempre e solo il cibo della specie. Via rigorosamente tutto il resto.
 11) Non pretendere sempre la perfezione, ma almeno avvicinarsi ad essa il più possibile.
 12) Non si cala di peso mandando via i chili, ma mandando via le cause che li hanno accumulati, e poi riparando mediante digiuno terapeutico. Non esistono altre scorciatoie innocenti e stabili.
 13) Il nesso tra cibi sbagliati e malattie killer non è oggetto di contestazione negli ambienti scientifici.
 14) Non affamare il corpo (salvo che nel digiuno terapeutico), altrimenti esso si vendica spingendoti al tuffo notturno sulla nutella o su altre cose simili.

Dr.Valdo Vaccaro (www.valdovaccaro.blogspot.com)
Fonte: http://www.igienenaturale.it/igienismo.html

Vedere anche: Storia dell'igienismo